Pubblicato in: Bel Paese di merda, La pianura che non deve essere nominata, La storia si ripete, Le tasse sono una cosa bellissima

Contrapposizioni


Qualche lettore di Ghisberto ci propone questa vignetta che ovviamente trovo falsa e pretestuosa.

Tra i molti commenti vorrei proporvi quello di Antonio Casale perché è sintetico, efficace ma soprattutto chiarissimo e sbugiarda la falsa contrapposizione tra nordisti e sudisti. La vera contrapposizione è tra onesti e disonesti. Eccovelo:

Quando parlate di nord e sud, tanti di voi danno l’idea di non aver capito nulla di questi 70 anni di repubblica. Per il sud la CasMez è stata una sciagura, basti pensare a chi ha speso i soldi e a chi li ha ricevuti. Ovvero, governanti e sindacalisti del fu centro-sinistra, imprenditori e pseudo tali del nord e clientele partitiche e sindacali varie del sud. Politiche di controsviluppo, di tante fabbriche non c’è più traccia, nulla le legava al territorio, con tanti danni alla vocazione agricola e turistica. Nel contempo, milioni di meridionali hanno fatto fortuna al nord, hanno notevolmente contribuito al benessere in quella parte di territorio libera, in cui si poteva investire al riparo dai gangli simil-malavitosi burocratici e disporre di infrastrutture adeguate.

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Uno scrosciante applauso liberatorio


Io non so se questa sia una bufala, una feicnius o una infografica taroccata. Ma anche se non fosse vera è talmente verosimile che mi sento di avere il dovere morale di riproporvela.

L’aria che tira tra chi “tira la carretta” assomiglia molto a quella degli ultimi anni dell’Ancien Régime come ce li raffigura Riyoko Ikeda in “Berusaiyu no bara” nota ai più col nome della sua protagonista Oscar François de Jarjayes.

ROMA: indagini in corso per l’hackeraggio del sistema eliminacode con pubblicita’ subliminale di Agenzia delle Entrate.

Qualche buontempone si sarebbe intrufolato nel sistema modificando la scritta che campeggia ad educazione della popolazione in coda per versare quanto richiesto dallo stato.

Dopo un primo vociare dalle decine di persone in coda, e’ iniziato un leggero battito di mani scrosciato in poco tempo in un applauso fragoroso e duraturo che non accennava a diminuire.

Inutili le grida dei dipendenti di Agenzia delle Entrate, prontamente intervenuti per cercare di sedare quella che sembrava diventare un gesto pacifico di rivolta. Pare che qualcuno abbia anche inveito con frasi tipo “se non la smettete ve lo facciamo vedere noi quando sara’ il vostro turno”.

La situazione si è calmata solo quando è stato spento definitivamente e poi riacceso lo schermo.

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Spremiture in arrivo


“«Conte: Patto con gli italiani onesti contro l’evasione fiscale, serve svolta radicale». Ocio onesti, tempi di strizzo intensificato in arrivo, l’utile idiota rispolvera un antichissimo mantra sinistro: “tutti pagano di più perché molti non pagano”. Solo il più tristo dei boccaloni ci casca ancora: molti pagano sempre e sempre di più perché loro sprecano. Il pensiero, diciamo, di Conte tradotto infatti significa: “strizziamo gli italiani del Nord bastardi leghisti! Così il governo potrà sprecare di più, tipo salvare Alitalia stando dentro ai parametri UE”. Altro “pensiero” contiano più spaventosamente sottile è fare pura imitazione del Gran Visir de tuc i furbacchioni Mastro Renzi. Cioè il recupero dell’evasione è una posta di bilancio eterea e farlocca che serve per poter sforare di tutto e di più come appunto ai tempi del governo Renzie ma a consuntivo non a preventivo, risparmiando così infiniti tiraemolla sui tavoli europei che preferiscono gestire l’ipocrisia del “io so che tu sai che io so ma ti lascio fare in cambio di”. In cambio, come ai tempi di Renzi: controlli a tappeto sui soliti noti e tanti bei migrantini accolti in casa. Robe da guerra civile. Dopo il nuovo via libera ai trafficanti di schiavi ora c’è nuovamente quello agli aguzzini della AgEntrate: ogni singola mossa che fanno è un regalone a Salvini. Unica chance che gli resta oltre alla Polizei Europea è Mattarello: NON si deve votare sennò ‘sti qui vanno a casa tutti. FINE PENA MAI.”

commenti miei su quote from https://www.ilmessaggero.it/politica/conte_evasione_diretta_patto_italiani_onesti_ogii_ultime_notizie-4754828.html

Sotto riporto la mappa del potenziale di evasione REALE in Italì per regione (differenza tra reddito ufficiale e benessere misurato  – auto, casa etc.): in rosso-arancio dove si evade, in giallo-verde dove si controlla e strizza.

La riporto non per benaltrovismo – è altrove che si deve strizzare – ma per dimostrare come l’idea tipicamente piddina della miniera d’oro evasione sia cannata non a uno ma a due livelli,: primo DOVE, alla faccia della redistribuzione e della giustizia sociale, e secondo QUANTO.

Infatti le ipotesi che quantificano l’evasione valgono esattamente quanto quelle sul riscaldamento globale: è puro guess estimate basato su modelli matematici biased per conflitto di interessi, approssimativi per esser generosi e costantemente in revisione.

Via vadaviaaiciap su Tumblr. Leggo, sottoscrivo e rilancio.

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Preso l’autore del post violento su Facebook contro Laura Boldrini

La polizia postale ha individuato il responsabile del post contenente le minacce alla presidente della Camera Laura Boldrini pubblicato su Facebook. Si tratta di un 58enne che vive in una zona di campagna a Torano Castello, una trentina di chilometri a nord di Cosenza, con la moglie e due figli. «Sgozzata da un nigeriano inferocito, questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici» era scritto su un fotomontaggio della testa insanguinata del presidente della Camera.

Ora il minimo che possa fare la psicopolizia è arrestare Krancic e Ghisberto.

Lode alla dea Tutte, io ne salverò tutti i pezzi!

Pubblicato in: Germania, La storia si ripete

La censura totale tedesca


Germania: La censura totale ora è ufficiale

I tribunali riscrivono la storia

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Devo assolutamente riproporvi qusto geniale pezzo che Andrea Sartori ha proposto su faccialibro. Lo ricopio qui sospettando che prima o poi la censura faccia-librica cali pesante soffocando la voce di Andrea.

AMMINISTRATIVE
(Don Camillo e Peppone 2017)

Anche sul piccolo paese in riva al fiume si erano tenute le amministrative. Aveva vinto, dopo tanti anni, il vecchio Giuseppe Bottazzi detto Peppone, che era stato sindaco negli anni gloriosi del PCI. Aveva battuto suo figlio, Lenin Camillo Libero, che aveva deciso di calcare le orme paterne.

La grande sorpresa fu nelle liste in appoggio ai due candidati: Lenin Camillo Libero aveva scelto di farsi appoggiare da una lista vicina all’ala renziana del Partito Democratico, mentre il vecchio Peppone aveva formato una lista civica appoggiata però dalla Lega Nord. In suo aiuto era addirittura venuto il suo vecchio nemico, monsignor Camillo Tarocci, ritiratosi nuovamente in paese dopo essere stato “pensionato” da Papa Francesco. Ma come mai Peppone era passato dal fazzoletto rosso al fazzoletto verde?

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Amministrative 2017 (Don Camillo e Peppone 2017)…

Pubblicato in: La storia si ripete, Ricevo mail

Perder tempo


Certo che son proprio un gonzo.

Al posto di mettermi di buzzo buono a chiarirmi le idee come mi ero ripromesso di di fare dopo aver scoperto di essere stato cancellato dalla lista di lettura di Bortocal ho perso tutta una sera ed una notte a leggere tutto d’un fiato il manga Ghost in the shell.

Per la gran carità, gran dell’opera, ma alla fine avrei potuto o meglio voluto spendere il mio tempo in modo più proficuo cercando di aggiustare il tiro sulla questione islam. L’irritazione di Bortocal e la sua decisione di non leggermi più han fondati motivi che devo affrontare perché significa che la mia azione in rete é poco efficace

Pubblicato in: Aborigenofobia, La storia si ripete, leviatano

Terroni e musulmani: un case study


Emigrante e bestemmiante: Terroni e musulmani: un case study

Interessante, sorprendente, per certi versi dissacrante ma devo ammettere che la tesi esposta mi sembra assai verosimile.

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Politicamente scorrettissimo: ecco come l’immigrazione danneggia i lavoratori italiani – Nei paesi del sud Europa gli stranieri fanno concorrenza ai locali, in quelli del nord pesano sul welfare. Se la sinistra vuole salvare il sacrosanto diritto di asilo di chi scappa dalla guerra, deve guardare in faccia la realtà della migrazione per motivi economici

Via toscanoirriverente

Politicamente scorrettissimo…

la caduta dell’impero romano: pochi nati e troppi stranieri, tasse ed edonismo (il libro) – Politica


Per la serie, la storia si ripete….

la caduta dell’impero romano: pochi nati e troppi stranieri, tasse ed edonismo (il libro) – Politica

Come a dire… esticazzi i parallelismi sono così tanti da far correre più di un brivido lungo la schiena!

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