Pubblicato in: Bel Paese di merda, Le tasse sono una cosa bellissima

Lo sDado


Lo sDado.

Lo stato italiano nuoce gravemente alla Lombardia

Lo stato: quella cosa composta perlopiù da parassiti che ti tassa al 70 per cento, che sta strozzando il commercio, che ti mette in lista d’attesa di secoli all’ospedale, che abbandona i suoi cittadini quando hanno casini all’estero (vedo il caso marò in India), che ti spia il conto corrente, che invece di aiutarti quando sei povero ti porta via i figli, che ha trasformato la scuola in una centrale di indottrinamento mandata avanti da insegnanti svogliati perché sottopagati, che incoraggia l’immigrazione perché ha bisogno di nuovi schiavi.

Per non parlare delle gioie della nostra maGGiDradura, piena di nobili convinti che tutti i cittadini sono colpevoli di qualche reato che non è ancora stato scoperto.

Oh certo, è vero che l’Italia è piena di furbi e che per questo sta “colando a picco” rispetto ad altre nazioni – chi ha detto Germania, Francia? – è vero. È verissimo. Ma questi furbi sono presentissimi nella pubblica amministrazione, nella maGGiDradura, nella politica.

Questa l’ho caricata sette anni fa.
Ed è ancora validissima!

L’Italia sta morendo di burocrazia. Ed è sempre peggio. Questi maledetti parassiti la finiranno solo quando lo Stato giacerà esamine. Per questo lodo coloro che vanno all’estero ad intraprendere. Non quelli che trasferiscono la produzione in Cina. Quelli che fanno armi e bagagli ed aprono all’estero.

Maledetti burocrati. Son loro che di fatto obbligano i nostri giovani a scappare. Mi direte che non è vero, che nessuno obbliga il datore di lavoro a pagare i ragazzi due talleri, un calcio nel culo ed un dito nell’occhio. Sicuro? Sicuro che l’imprenditore che paga il ragazzo che vale molto e molto meno quello che ne vale meno non si ritrovi dopo una bella causa sindacale – altri parassiti – per discriminazione o violazione delle leggi sul contratto di lavoro? Chi pensa che è tutta e solo colpa dei malvagj imprenditür significa che imprenditür non è mai stato realmente. Perché oggi, ora per ogni persona che ha un contributo attivo alla società ci sono pletore di parassiti incistati nei vari INPS, INAIL eccetera. Fatevi un giretto sui miei pezzi che citano l’INPS. Raggelante. Certo, è ancora vero quello che scrissi otto anni fa con «L’ape operaia in un alveare di cicale»: ci sono persone oneste che sgobbano anche nell’INPS, nell’INAIL eccetera. Ma sono troppo poche. Come ci sono masnade di furbi e furbetti che si fanno beatamente gli arazzi loro anche nelle banche e nelle grosse aziende private. Per questo sono tante amate dai politici e dai parassiti in genere, perché trovano sodali impegnati a sfruttare il lavoro degli altri con cui si trovano d’accordo.

Se per caso qualcuno avesse l’impressione che questo sfogo assomigli perlomeno nella sua parte iniziale ad uno analogo di Sartori Andrea, beh, ha proprio ragione.

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Bulimica


Roberto Alessi Ieri su faccialibro

Andatevi a leggere la storia delle cosiddette clausole di salvaguardia che devono servire ad evitare consistenti aumenti di IVA su tutti i beni di consumo e vedrete che sono il solo mezzo previsto da questi “economisti” di stato per raddrizzare (!) i bilanci pubblici. Ossia spremere tutti i cittadini ( più di 520 euro/anno a famiglia ) per tirare avanti fino alla prossima crisi. Demenziale se non criminale. Per avere un’idea allego due grafici che ci illustrano perché sono disposti a firmare e mettere in atto una tale follia.

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Basta Inps, i giovani scelgano dove versare i contributi per le loro pensioni


Basta Inps, i giovani scelgano dove versare i contributi per le loro pensioni – tpi.it è il suggerimento di Andrea Spinetti su faccialibro che così chiosa:

Basta INPS. Centinaia di migliaia di giovani stanno buttando i propri contributi con il rischio di non rivederli mai più.
I soldi finiranno, e in futuro milioni di anziani “ex giovani” rischiano di trovarsi vittime di un’enorme truffa, perpetrata anche grazie alla complicità di alcuni sindacati e politici, che negli anni hanno impedito di realizzare riforme coraggiose e lungimiranti.
Ripeto da tempo la proposta di permettere ad ogni lavoratore di decidere dove e quanto versare di contributi.
Vuoi versare il 90% del tuo stipendio ogni mese e vivere di stenti oggi, per andare in pensione prima? Sei libero di farlo.
Vuoi viverti la vita alla grande oggi, lavorare molti più anni, e versare di meno? Idem.
Serve responsabilità e libertà.
Oggi siamo tutti vittime di una truffa.
Di Elisa Serafini

Peccato che le pensioni siano un fottuto schema piramidale. Per chi ha meno di 45-50 anni sarà una sonora presa per il culo.

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Oltre 65 mila sorvegliate


 Oltre 65 mila imprese sorvegliate speciali della Gdf

Salvador Cocco commenta così:

Ma che bello che bello! In sostanza un accesso ai conti aziendali permanente. Ma almeno che ti tenessero loro la contabilità fiscale, del personale e la revisione contabile e gestione degli f24 etc etc, almeno non si avrebbe più bisogno di commercialista, consulente del lavoro, softwarehouse e sindaco & more.

Distruggeranno tutto, è solo questione di tempo.

Me lo auguro proprio. Che seghino l’albero su cui sono seduti. Segate, segate in fretta, maledetti. Qualche anima bella mi dirà che han ragione le GdF che questi “evadono all’estero”. Gli rispondo con una domanda:

Chi vorrebbe essere schiavo, quando può essere libero?

Anche all’estero si “pagano le tasse”. Ma, e ci sono due ENORMI ma:

  1. Sono quasi sempre MOLTO più BASSE!
  2. Anche quando sono altine, si pagano per ricevere servizi.

Inoltre non sei trattato sempre come un criminale fino a prova contraria!

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5700 caffè


Un dipendente di livello medio costa, fuori tutto, circa 18€ l’ora.
Il che vuol dire che una pausa caffe’ di un quarto d’ora ha un costo di 4,5€.

Due pause caffe’ al giorno hanno un costo di 9€.

A CCNL normale, un dipendente statale lavora 228 giorni all’anno.
Il che vuol dire che, in un anno, due pause caffe’ al giorno sottraggono all’erario circa 2050€.

Un caffe’ di un bar non scontrinato sottrae all’erario 0,36 centesimi.
Il che vuol dire che in un anno, un dipendente statale che faccia due pause caffe’ da un quarto d’ora al giorno, sottrae alla collettivita’ (che, ricordiamo, lo stipendio glielo lo paga per 36 ore lavorative settimanali) il corrispondente di 5700 caffe’ non scontrinati da un barista.

Così, tanto per fare un conticino della serva visto che ho appena letto un commento su Il Giornale online di uno statale che accusa i commercianti di rubare ai poveri statali.

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“Ci strozzano, ci pignorano e non ci permettono di rimetterci in piedi. Chiudo, lascio a casa cinque persone” Un lettore scrive – Newsbiella.it


 “Ci strozzano, ci pignorano e non ci permettono di rimetterci in piedi. Chiudo, lascio a casa cinque persone” Un lettore scrive – Newsbiella.it

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Repressione fiscale


REPRESSIONE FISCALE. UNA PASTICCERIA IN TOSCANA: 759,00 € di stipendio al mese e 44.000,00€ di tasse da pagare! (di Alessio Bini)

Spero non me ne vorranno quelli di Scenari Economici se a pagina 2 riporto il testo del loro articolo. Certo la loro dipartita dalla rete dovrebbe essere meno probabile di quella del sito di Rebuffo che ha completamente e volontariamente cancellato il suo rischiocalcolato (vedi Periodiche purghe). Tuttavia come dicono dalle mie parti, bretelle e cintura

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… Ricapitolando


Ricapitolando: Lavoro e percepisco uno stipendio già tassato alla fonte.

Mi obbligano ad aprire un Conto Corrente per acreditarlo, pago anche il costo annuale per le Carte, poi non posso prelevare liberamente i MIEI soldi in contanti?

Mi dite il nome del nuovo Dittatore?

Di falcemartello via smettoquandovoglioforse, abr e fartguy. Quest’ultimo aggiunge:

forse non tutti sanno che che i soldi, dal momento in cui sono depositati in una banca, non sono più TUOI ma diventano PROPRIETÀ DELLA BANCA  (art.1834 codice civile).  La quale difatti usa i tuoi soldi come crede, senza domandare a te cosa può farne. Ciò fin che non li ritiri, sempre che le rrregole te lo consentano.

I limiti al prelievo di contante di fatto rendono materialmente irreversibile tale cambio di proprietà. Benvenuti nel comunismo (a vostra insaputa c’eravate già).