Anche lo Stato è soggetto alla legge malthusiana. Tende a superare il livello dei suoi mezzi di esistenza, cresce in proporzione a questi mezzi. Guai a chi non saprà come limitare la sfera di azione dello Stato. Libertà, attività privata, ricchezza, benessere, indipendenza, dignità… tutto ciò finirà.

Frédéric Bastiat

Questa citazione disegna perfettamente il disastro dello stato italiano. Maledetto leviatano!

Pubblicato in: Le tasse sono una cosa bellissima, leviatano, Liberalismo Classimo

Ero un minarchista e non lo sapevo


Leggendo «Che cos’è il Minarchismo: lo Stato Minimo e il Guardiano Notturno – Istituto Liberale Italiano» ho scoperto che ero un minarchista e non lo sapevo

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Pubblicato in: Le tasse sono una cosa bellissima, leviatano

Repubblica ≢ Stato


Ossia la Repubblica Italiana è cosa diversa dallo Stato italiano!

Non ci ero mai arrivato; fortunatamente Luca Maria Blasi ce lo fa notare, ed io orgogliosamente ve lo ripropongo:

LO STATO SIAMO NOI”? (NON PROPRIO: LO STATO È IL GOVERNO)

Quante volte sentiamo questa frase fatta (e sbagliata)?La mia non vuol essere solo una critica politica a questo “luogocomunismo”, ma anche giuridica.

Abbiamo una Costituzione che riconosce la sovranità al popolo. Ciascuno di noi fa parte di questa comunità di persone. Che qualcuno chiama (forse poco opportunamente) Stato-comunità, pur distinguendola (ma non troppo) dallo Stato-amministrazione, l’esosa organizzazione burocratica che ben conosciamo.

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Pubblicato in: Germania, leviatano, Neurodeliri

La corte costituzionale tedesca ha dato il via allo smantellamento dell’euro


È impossibile per Francia e Italia accettare la fine della monetizzazione del debito messa in atto dalla BCE a partire dal 2015 e accelerata da marzo 2020.

Questa la sintesi contenuta in «La corte costituzionale tedesca ha dato il via allo smantellamento dell’euro».

Lettura interessante, non fosse altro per gli scenari che prefigura.

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Pubblicato in: Bel Paese di merda, leviatano

Il concetto di eternità


Oggi l’immarcescibile Giuseppe Sandro Mela sul suo SenzaNubi ci parla de Il concetto di eternità. ossia Italia: Leggi e decreti attuativi.  (a pag.2 in copia nell’infausto caso che venisse colà rimosso).

Lui ha uno stile sempre pacato, anche quando lancia strali. Io qui mi permetto di essere buzzurro:

I decreti attuativi hanno rotto il cazzo. Bisogna VIETARE il concetto stesso di decreto attuativo.

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Ci frantumano le palle


Ci frantumano le palle con gli italiani evasori e poi si scopre che Francia, Germania e GB evadono il triplo!

Le statistiche uscite in questi giorni sui giornali circa le esportazioni di fondi neri nei paradisi fiscali, l’Italia è di gran lunga dietro Francia Germania ed Inghilterra:

https://www.ilsole24ore.com/art/nei-paradisi-fiscali-nascosti-italiani-142-miliardi-l-81percento-pil-ACFnzXr

Pubblicato in: leviatano, Sinistro

Devastanti effetti


I DEVASTANTI EFFETTI DELL’ OPPRESSIONE PSICOLOGICA STATALISTA

Lo statalismo (in cui si possono ricomprendere comunismo, fascismo e nazismo) imponendo il principio gerarchico e obblighi di ogni tipo ai sudditi da parte dei burocrati (cricca di privati al potere) ha un effetto sociologico devastante, mortificando le diversità degli individui e formando una povera, triste e impaurita melassa sociale.

Questo bel post di Carolina Alessandra rende bene l’idea della differenza tra statalismo e capitalismo tramite il confronto del clima psicologico di fondo nella medesima comunità a distanza di tempo.

“La prima volta che visitai la Repubblica Ceca avevo l’età di mio figlio, 12 anni. Il muro era caduto da poco e quello che di presentava agli occhi di chi arrivava era un paese poverissimo, dove la gente fuori dai centri abitati non possedeva nemmeno l’auto e girava di sera di ritorno dai campi su carretti trainati da cavalli. Per le strade, molte delle quali non asfaltate, non c’era illuminazione e si vedevano solo campi a perdita d’occhio. A me, che arrivavo dalla ricca Italia degli anni 90, sembrava di essere tornata indietro nel tempo di qualche decennio. Ricordo che la prima volta che vidi Praga, da un lato rimasi affascinata dalla maestosa bellezza dei suoi monumenti e dall’atmosfera romantica e malinconica che la pervade, mentre dall’altra rimasi stupita dalla povertà di negozi, dalle vetrine buie e polverose, dalle vecchie auto tutte uguali che circolavano, dagli abitanti che si distinguevano chiaramente dai turisti per l’abbigliamento logoro. Un pomeriggio ci fermammo in una gelatiera in centro, l’unica che c’era, per prendere un gelato. Mi rimase impressa perché avevano soltanto 2 gusti, panna e cioccolato, la location era spoglia e tutto sembrava improvvisato. Nei negozi e nei locali il personale non sorrideva, nessuno aveva insegnato loro ad imbonirsi il cliente. Ovunque si potevano toccare con mano i danni di anni e anni di regime dittatoriale comunista. Da allora la Repubblica Ceca ha conosciuto uno sviluppo economico inarrestabile e Praga nel corso degli anni è divenuta una capitale moderna e all’avanguardia, meta di tantissimi italiani espatriati che la scelgono per il costo della vita decisamente più basso rispetto al nostro, per una tassazione ragionevole, per la facilità con cui è possibile fare impresa soprattutto nell’hospitality. Insomma, inutile ripetere che la ricetta per crescere ed attirare capitali è sempre la stessa: tasse basse e burocrazia snella, ossia l’esatto contrario di ciò che facciamo noi (e purtroppo i “risultati” si vedono).”

Via Luca Maria Blasi su faccialibro
Pubblicato in: Bel Paese di merda, La storia si ripete, Le tasse sono una cosa bellissima, leviatano

Spremiture in arrivo


“«Conte: Patto con gli italiani onesti contro l’evasione fiscale, serve svolta radicale». Ocio onesti, tempi di strizzo intensificato in arrivo, l’utile idiota rispolvera un antichissimo mantra sinistro: “tutti pagano di più perché molti non pagano”. Solo il più tristo dei boccaloni ci casca ancora: molti pagano sempre e sempre di più perché loro sprecano. Il pensiero, diciamo, di Conte tradotto infatti significa: “strizziamo gli italiani del Nord bastardi leghisti! Così il governo potrà sprecare di più, tipo salvare Alitalia stando dentro ai parametri UE”. Altro “pensiero” contiano più spaventosamente sottile è fare pura imitazione del Gran Visir de tuc i furbacchioni Mastro Renzi. Cioè il recupero dell’evasione è una posta di bilancio eterea e farlocca che serve per poter sforare di tutto e di più come appunto ai tempi del governo Renzie ma a consuntivo non a preventivo, risparmiando così infiniti tiraemolla sui tavoli europei che preferiscono gestire l’ipocrisia del “io so che tu sai che io so ma ti lascio fare in cambio di”. In cambio, come ai tempi di Renzi: controlli a tappeto sui soliti noti e tanti bei migrantini accolti in casa. Robe da guerra civile. Dopo il nuovo via libera ai trafficanti di schiavi ora c’è nuovamente quello agli aguzzini della AgEntrate: ogni singola mossa che fanno è un regalone a Salvini. Unica chance che gli resta oltre alla Polizei Europea è Mattarello: NON si deve votare sennò ‘sti qui vanno a casa tutti. FINE PENA MAI.”

commenti miei su quote from https://www.ilmessaggero.it/politica/conte_evasione_diretta_patto_italiani_onesti_ogii_ultime_notizie-4754828.html

Sotto riporto la mappa del potenziale di evasione REALE in Italì per regione (differenza tra reddito ufficiale e benessere misurato  – auto, casa etc.): in rosso-arancio dove si evade, in giallo-verde dove si controlla e strizza.

La riporto non per benaltrovismo – è altrove che si deve strizzare – ma per dimostrare come l’idea tipicamente piddina della miniera d’oro evasione sia cannata non a uno ma a due livelli,: primo DOVE, alla faccia della redistribuzione e della giustizia sociale, e secondo QUANTO.

Infatti le ipotesi che quantificano l’evasione valgono esattamente quanto quelle sul riscaldamento globale: è puro guess estimate basato su modelli matematici biased per conflitto di interessi, approssimativi per esser generosi e costantemente in revisione.

Via vadaviaaiciap su Tumblr. Leggo, sottoscrivo e rilancio.