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Sarebbe come convertirsi alla schiavitù


Why does Imtiaz Mahmood say something like this?

Because he read the Quran and Hadith, with history of Islam and reached the same conclusion we did.

It is unfair to rely on Muslim sources to know how women lived before Islam. For history is written by the winners.

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Per bambini


Frank Seibert ci scrive:

Libro Islamico per bambini… racconta ai bambini piccoli come i religiosi eroi musulmani uccidevano gli infedeli sbagliati e cattivi con l’aiuto di Allah….- Imad Karim, giornalista televisivo ed ex musulmano

islam è morte e terrore… 🙂

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Vogliono ammazzarlo


Magdi Cristiano Allam scrive su facebook:

Ieri mattina ho ricevuto sul mio cellulare una nuova condanna a morte: “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”, cioè “apostata”. Chiedo al Ministro dell’Interno di adeguare le misure di protezione, che lo Stato mi accorda da 18 anni, al livello delle condanne a morte sentenziate da musulmani residenti in Italia apparentemente insospettabili ma che sono pronti a uccidermi in quanto apostata, venduto, nemico dell’islam

Buongiorno amici. Ieri mattina ho ricevuto sul mio cellulare l’ennesima condanna a morte: “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted. Quello che meriti e sola la morte. Verrà anche la tua ora”.
L’accusa specifica è di essere un “murted”, cioè un apostata, un musulmano che ha rinnegato l’islam. Nel Corano Allah prescrive che l’apostata è condannato all’inferno per l’eternità e Maometto ha ordinato la condanna a morte dell’apostata. Così come dovevano essere uccisi tutti gli adepti al neonato culto del solo dio pagano Allah che tradivano la “tribù dei musulmani” costituita da Maometto a Medina nel 622 dopo essere stato cacciato dai suoi concittadini dalla città natale della Mecca, tutti i musulmani che tradiscono l’islam devono essere uccisi. Tutti i teologi islamici concordano sul fatto che l’apostata deve essere ucciso, anche se questa condanna non è recepita da tutti gli Stati a maggioranza islamica. Uccidere l’apostata è un dovere sancito dalla sharia, la legge islamica. Significa che qualsiasi musulmano non solo può ma deve uccidere l’apostata nella consapevolezza di adempiere alla volontà di Allah e di Maometto.
La nuova minaccia di morte è islamicamente corretta perché specifica che l’apostata deve essere sgozzato. “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”. Perché solo sgozzando e decapitando l’apostata, recidendo la testa dal corpo e dissanguandolo fino a toglierli lo spirito vitale, si renderà impossibile la sua ricomposizione e l’ascesa nel Paradiso di Allah.
Non so chi sia il terrorista islamico che mi ha condannato a morte per apostasia e che non vede l’ora di sgozzarmi. Ma so che potrebbe essere un musulmano qualsiasi che ottempera letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.
Così come era un semplice cameriere tunisino di 56 anni che lo scorso 8 ottobre nei pressi di “Piazza dei Miracoli” a Pisa per due volte mi ha pubblicamente condannato urlando “Sei un venduto!”, e poi ha scandito l’appello “Viva l’islam”. Il “venduto” è sempre l’apostata, chi ha tradito l’islam e di conseguenza si è venduto ai nemici dell’islam, nella convinzione che l’islam sia l’unica vera religione e tutte le altre religioni siano miscredenze da condannare e i loro adepti da ripudiare, odiare e uccidere.

Cari amici, temo che i nostri magistrati che non conoscono la sharia, la legge islamica che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto, che ragionano solo in termini cartesiani, che hanno come unico riferimento la nostra Costituzione e le nostre leggi laiche, e magari sono ideologicamente relativisti e islamofili nel senso che mettono tutte le religioni sullo stesso piano e concepiscono positivamente l’islam a prescindere dai suoi contenuti, non comprendono la gravità della condanna a morte per apostasia che mi viene periodicamente sentenziata anche da musulmani insospettabili, come quello che ieri mattina mi ha scritto “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”, cioè “apostata”, e come il cameriere tunisino che nel centro storico di Pisa lo scorso 8 ottobre mi ha condannato “Sei un venduto! Viva l’islam!”. Chiedo comunque al Ministro dell’Interno di adeguare le misure di protezione che lo Stato mi accorda da 18 anni, e di ciò sono infinitamente grato, al livello delle condanne a morte che mi sono state reiterate recentemente. La realtà manifesta di musulmani residenti in Italia apparentemente insospettabili ma che sono pronti a uccidermi in quanto apostata, venduto, nemico dell’islam, va considerata con la massima serietà.


«Maometto, di tutti i legislatori che hanno fondato una religione, è l’unico che abbia diffuso la sua con delle conquiste.

Altri popoli hanno imposto ad altre nazioni i loro culti con il ferro e con il fuoco; ma nessun fondatore di una setta è mai stato un conquistatore (…)

Un mercante di cammelli provoca un’insurrezione nel suo villaggio. Alcuni miserabili seguaci si uniscono a lui; li convince che egli parla con l’arcangelo Gabriele; si vanta di essere stato portato in paradiso, dove ha ricevuto in parte questo libro incomprensibile, ognuna delle cui pagine fa tremare il buon senso; per seguire questo libro, egli mette a ferro e fuoco la sua terra; taglia la gola dei padri e rapisce le figlie; concede agli sconfitti di scegliere fra la morte e l’Islam.

Nessun uomo può scusare cose del genere, a meno che non sia nato turco o la superstizione non abbia estinto il suo lume.»

Voltaire.

Voltaire e l’islam

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Allah non è Dio e Maometto non è profeta


Allahu Akbar, l’idolo mostruoso di Maometto, non è Dio e Maometto non è un profeta di Dio. Nulla vi è di santo nell’Islam che altro non è che la sottomissione a questo mostruoso idolo etnico e al suo demenziale e criminale profeta

Criticare, denunciare, condannare, bandire e combattere l’Islam è un dovere civile di ogni uomo di buona volontà, non vi è altro di sensato da fare.

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Ecco chi era


Ecco chi era Maometto!

Maometto fu assai peggio di Hitler e di Stalin e di Toto Riina!

Maometto fu un ignorante, presuntuoso, invasato, esaltato, idolatra che si inventò il suo dio Allah tratto dagli idoli della Mecca, un dio-idolo dell’orrore, del terrore e di morte, uno che abusò della credulità popolare e che poi si impose con la minaccia, l’intimidazione, il ricatto, la violenza (che non fu affatto per legittima difesa come raccontano i suoi seguaci per giustificarsi ma fu predatoria, aggressiva, sopraffatrice, assassina)

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Basta che non siano kebab


Ma i kebab no. Oltre ad essere spesso realizzati con carne di scarsa qualità – qualcuno dice anche carne di topo – in moltissimi casi sono state riscontrate condizioni d’igiene orribili.

Per me vedere un kebab è condizione sufficiente per mettere quel posto nella mia personale lista nera

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Pulizia linguistica


Bisognerebbe cercare di capire una cosa molto semplice.

Non esiste “l’islamismo”.

Non cadete in questa trappola semantica proposta anche da studiosi e intellettuali di vaglia che denunciano la violenza jihadista con forza.

Esiste l’Islam.

Maometto, esempio paradigmatico per ogni musulmano, come Gesù lo è per ogni cristiano, non era islamista quando decapitava, uccideva, prescriveva la schiavitù sessuale, indicava la sottomissione necessaria o l’eliminazione dei popoli che si opponevano ad Allah.

Era semplicemente il fondatore dell’Islam.

Gli “islamisti” non esistono, così come non esistono gli unicorni.

Quando sentite parare di “Islam politico”, smascheratelo per ciò che è, una tautologia.

L’Islam nasce politico a Medina, ed è rimasto tale fino ad oggi. Esso è, strutturalmente, ontologicamente un sistema teopolitico.

Senza politica l’Islam non è.

Che poi vi siano pii mistici islamici e vi sia un esoterismo islamico, come c’è un esoterismo ebraico e un esoterismo cristiano e vi siano asceti islamici che si dedicano a una forma di quietismo, non sposta di una virgola il fatto che l’Islam non è mai stato una dottrina specificamente religiosa o spirituale, ma è sia un sistema onnipervadente che regola ogni aspetto del reale secondo una impalcatura giuridica ferrea. Esso è, nel rispetto dei termini greci politikḗ e téchnē, tecnica di governo della società. Governo secondo i dettami di Allah.

Il sistema teopolitico islamico, ossia Islam è discriminatorio e razzista, istiga e fomenta il disprezzo e l’odio, promuove la violenza, l’omicidio e lo sterminio, un crimine continuo e secolare contro l’umanità e come tale dovrebbe essere considerato, trattato, denunciato, bandito e combattuto senza alcun riguardo e concessione o sconto, proprio come è stato fatto con il nazismo hitleriano e ancor di più.

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Una piccola prece


Avrei una piccola richiesta per i miei quattro lettori: un tale ha iniziato a spargere quelle che ritengo falsità sotto forma di commenti nell’articolo «In islam le donne sono oggetti». Mi fareste la cortesia di aiutarmi a confutare le sue scempiaggini maomettane? Ma in punta di citazioni bibliche o con ragionamenti forbiti. Evitate insulti. Le fallacie ed i trucchetti retorici – i “tu quoque”, gli uomini di paglia, i pendii scivolosi eccetera – lasciamoli a lui che ha già mostrato di prendermi per fesso.