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Chiarissima


La nostra Costituzione, anche se da anni tradita e disattesa, è molto chiara.

Premessa indispensabile: i primi 12 articoli sono titolati Principii fondamentali, perché non possono essere modificati. L’art. 8 comma2 non autorizza alcuna forma di organizzazione, sul nostro territorio, alle confessioni religiose che seguono leggi contrarie a quelle italiane. Lo Stato non entra nel merito della veridicità o meno di quanto sostengono i seguaci di una religione, il confronto è esclusivamente tra ordinamenti giuridici.

L’ordinamento giuridico dell’islam è la sharia, insieme di norme discriminatorie e violente che dovrebbero far inorridire chiunque sostenga la laicità dello Stato. Nessuno strumento usato dall’islam per organizzarsi sul nostro territorio è legale né può essere legalizzato, quindi sono incostituzionali associazioni tipo Coreis e Ucoii, moschee, centri culturali islamici, scuole coraniche, cimiteri e mattatoi islamici, piscine e palestre islamiche, occupazioni di strade e piazze per sceneggiate collettive…

Gli accordi, o intese (Cost. art.8comma3) sono riservati alle confessioni religiose che seguono statuti non contrari alle nostre leggi.

Tra l’altro ricordo inoltre che:

ISLAM NON E’ UNA RELIGIONE  La legge del corano (leggasi legge) si pone al di sopra dello Stato. Islam vieta reciprocità, obbliga la sottomissione altrui. Questa ignoranza ci farà trucidare. Se non rispetti i Comandamenti commetti peccato, se non osservi il corano commetti un reato e rischi torture o addirittura condanna a morte! Minniti sveglia!! L'Italia non è del PD appartiene a noi! L’islam è illegale già in molti stati.
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Il puerile


Lo studioso laico tedesco Salomon Reinach dichiara nella sua analisi:

“Dal punto di visto letterario il Corano ha poco merito. La declamazione, la ripetizione, la puerilità, la mancanza di logica e di coerenza colpiscono il lettore impreparato ad ogni svolta. È umiliante per l’intelletto umano che questa letteratura mediocre sia divenuta oggetto di innumerevoli commentari e che ancora milioni di uomini stiano perdendo il loro tempo ad assorbirne i contenuti” (Reinach 1932:176).

Perfino lo studioso Iraniano Ali Dashti, lamenta i difetti letterari del Corano dicendo: “Sfortunatamente il Corano è stato edito malamente e i suoi contenuti sono organizzati in maniera molto confusa”. Egli conclude che “Tutti gli studiosi del Corano si chiedono perché gli editori non hanno usato il metodo logico e naturale di ordinare il testo per date di rivelazione come è nella copia perduta del testo di Ali Ibn Taleb” (Dashti 1985:28).

Un’altra caratteristica significativa è la frequenza con cui troviamo versioni alternative dello stesso passaggio in parti differenti del Corano. La stessa storia si trova ripetuta con piccoli variazioni in Sure differenti. Se accostate, queste varie versioni spesso mostrano lo stesso tipo di differenze che si trova tra versioni parallele nelle tradizioni orali (Cook 1983:69). Ci troviamo di fronte ad un’altra prova che si tratta di un libro non scritto da uno stesso autore, ma compilato più tardi da più di un individuo.

Il Corano è un ammasso di versi poveri di senso e di contenuti, privo di una struttura organica, saltando senza criterio da un argomento ad un altro completamente differente, una raccolta confusa di dichiarazioni e di idee che non hanno alcun legame con i capitoli e con i versetti precedenti.

I musulmani affermano che il Corano costituisce un vero e proprio “Miracolo”, ma in realtà l’unico miracolo compiuto dall’Islam, è stato quello di riuscire a far credere agli ingenui musulmani, che un libro intriso di violenza, ignoranza e superstizione (vedesi le ultime due Sure), pieno di centinaia di errori di ogni genere, possa costituire la trasposizione autentica del pensiero divino!

E non venite a dirmi che sto sbagliando, proponendomi ridicoli “miracoli scientifici”: ho già dimostrato che essi sono TUTTI falsi e privi di ogni fondamento!

Perché nessuno osa attestare la palese verità? E mi riferisco agli imbelli pseudo intellettuali occidentali che sono disposti a far calpestare i propri valori, acquisiti in secoli di storia, pur di attenersi alla sciagurata ideologia del “politically correct”, che prescrive tra le altre cose, che tutto ciò che riguarda l’Islam debba essere rispettato a prescindere dai contenuti! I soloni dell’Europa hanno proposto di nascondere i simboli del Natale (che non è solo un evento religioso, ma celebra un momento di pace e fratellanza universale fra gli uomini), perché offende la sensibilità dei musulmani, ma la mia sensibilità non è forse offesa dal velo dello donne, simbolo ignobile della loro oppressione? Tra l’altro il velo non è certo stato imposto da Allah o Maometto, ma dell’ingerenza di un bigotto come Omar, il secondo califfo (Sahih Al-Bukhari Volume 1, Libro 4, N. 148)!

Se una circostanza è stata imposta dall’ignoranza, io devo rispettarla?

Se la libertà viene lesa per far posto ad un’autolesionistica tolleranza, a scapito dei miei valori etici, io devo tollerarlo?

Ricordo che nessun paese musulmano, ha mai voluto firmare la Dichiarazione universale dei diritti umani, ma questo è facile da capire, perché per l’Islam non esiste il Libero arbitrio, e gli esseri umani non hanno alcun diritto, essendo schiavi di Allah [(3:20), (8:51), (18:1), (18:65)]. “È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini” (51,56): parole dettate da un presunto Dio, egoista e narcisista. Un Dio che crea gli essere umani per renderli schiavi, è un autentico abominio, che è contro l’etica, la logica e l’umanità insita in ognuno di noi!

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Taqiyya


Via FB: Liverpool, ex Inghilterra Emad Al Swealmeen, l’attentatore suicida del Poppy Day, aveva finto la conversione al cristianesimo pensando che questo agevolasse la richiesta di asilo, per la quale aveva usato dei documenti falsi, frequentava la moschea ogni giorno tutti i giorni durante il Ramadan e da quando ha cominciato a pianificare l’attentato con cui avrebbe voluto fare una strage di mamme e di neonati. C’è n’è abbastanza per capire perché Emad alias Enzo sia praticamente sparito dalle cronache. È la definizione della Taqiyya e del suicidio sociale.

Taqiyya

Le finte conversioni sono una tattica standard, specialmente quelle al cristianesimo devono destare sospetto. Il desiderio di guadagnarsi un posto nel paradiso islamico tramite l’omicidio di infedeli è considerata una scorciatoia troppo ghiotta per chi si nutre da quando è nato, di istigazioni all’uso di violenza e falsità contenute in un libro che può solo forgiare psicopatici.

Tutti i versi del Corano che incitano all’odio e alla …

Forse già conoscete questa “O voi che credete! Non abbiate amici tra gli Ebrei ed i Cristiani” [al-Ma’idah 5:51.11]
Ma lo sapevate che ci sono 123 versi del Corano relativi al combattere ed uccidere per la causa di Allah? Ecco, di seguito, alcuni passaggi:

  • i musulmani sono incoraggiati ad occuparsi totalmente nel combattimento per la gloria di Allah [Sura 22:73]- Allah darà “una più grande ricompensa a coloro che combatteranno per lui” [Sura 4:96]
  • Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “ circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12]
  • Se un musulmano non si unisce alla guerra, Allah lo ucciderà [Sura 9:93]. Al fedele deve essere detto “ il calore della guerra è violento, ma più violento è il calore del fuoco dell’inferno” [Sura 9:81]
  • Un musulmano deve “combattere per la causa di Allah con la devozione a Lui dovuta” [Sura 22:78]
  • I musulmani devono far guerra agli infedeli che vivono intorno a loro [Sura 9:123]
  • I musulmani devono essere “brutali con gli infedeli” [Sura 48:29]
  • Un musulmano deve “gioire delle cose buone” che ha guadagnato con il combattimento [Sura 8:69]
  • Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per “giusta causa” [Sura 6:152]
  • Allah ama coloro che “combattono per la Sua causa” [Sura 6:13]. Chiunque combatta contro Allah o rinunci all’Islam per abbracciare un’altra religione deve essere “messo a morte o crocifisso o mani e piedi siano amputati da parti opposte” [Sura 5:34]
  • “Chiunque abiuri la sua religione islamica, uccidetelo”. [Sahih Al-Bukhari 9:57]
  • “Assassinate gli idolatri ogni dove li troviate, prendeteli prigionieri e assediateli e attendeteli in ogni imboscata” [Sura 9:5]
  • “Prendetelo (l’infedele n.d.t.) ed incatenatelo ed esponetelo al fuoco dell’inferno” [Sura 69:30]
  • “Instillerò il terrore nel cuore dei non credenti, colpite sopra il loro collo e tagliate loro la punta di tutte le dita” [Sura 8:12]
  • “Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]- “Sappiate che il paradiso giace sotto l’ombra delle spade” [Sahlih al-Bukhari Vol 4 p55]

Domanda: dato che il Corano è la parola di Allah, che il Profeta Mohammed (la Pace sia su di Lui) altro non è che il diligente redattore del Libro e che dovere di ogni buon musulmano è applicare quanto scritto sul Corano (e non interpretarlo, si badi bene), è mai possibile un “Islam moderato”?

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Pulizia linguistica


Bisognerebbe cercare di capire una cosa molto semplice.

Non esiste “l’islamismo” inteso come deviazione politica da un Islam religioso.

Non cadete in questa trappola semantica proposta anche da studiosi e intellettuali di vaglia che denunciano la violenza jihadista con forza.

Esiste l’Islam. Maometto, esempio paradigmatico per ogni musulmano, come Gesù lo è per ogni cristiano, non era “islamista” quando decapitava, uccideva, prescriveva la schiavitù sessuale, indicava la sottomissione necessaria o l’eliminazione dei popoli che si opponevano ad Allah. Era semplicemente il fondatore dell’Islam.

Gli “islamisti” non esistono, così come non esistono gli unicorni.

Quando sentite parare di “Islam politico”, smascheratelo per ciò che è, una tautologia. L’Islam nasce politico a Medina, ed è rimasto tale fino ad oggi. Esso è, strutturalmente, ontologicamente un sistema teopolitico.

Senza politica l’Islam non è.

Che poi vi siano pii mistici islamici e vi sia un esoterismo islamico, come c’è un esoterismo ebraico e un esoterismo cristiano e vi siano asceti islamici che si dedicano a una forma di quietismo, non sposta di una virgola il fatto che l’Islam non è mai stato una dottrina specificamente religiosa o spirituale, ma è sia un sistema onnipervadente che regola ogni aspetto del reale secondo una impalcatura giuridica ferrea. Esso è, nel rispetto dei termini greci politikḗ e téchnē, tecnica di governo della società. Governo secondo i dettami di Allah.

Da FB