Il Culto della Morte – Progetto Dreyfus


Il Culto della Morte – Progetto Dreyfus

“Allah è il nostro obiettivo, il Profeta il nostro modello, il Corano la nostra costituzione, la Jihad la nostra strada, e la morte per Allah il più sublime dei nostri desideri”

Così è scritto nel manifesto fondante dei Fratelli Musulmani.

Nel 1937, in un articolo, prima intitolato “L’industria della morte” e in una ripubblicazione successiva “L’arte della morte” Hassan al-Banna, il fondatore del movimento islamico egiziano, avrebbe esplicitato il suo concetto di jihad. Per al-Banna ciò che aveva fiaccato i musulmani allontanandoli dal virtuoso sentiero della verità coranica era stato l’amore per la vita, i suoi piaceri e l’odio per la morte. Questa prospettiva andava invertita. La morte avrebbe dovuto essere un obbiettivo e trasformarsi in una vera e propria arte. “Dunque”, scriveva “Preparatevi a un grande compito. Siate disposti a morire e la vita vi sarà garantita, operate per una nobile morte e otterrete una completa felicità”.

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Nel corano la radice del jihad


Parla Bat Ye’Or

Partiamo dalle basi.

Che cos’è il jihad? “Il jihad è un sistema teologico, politico, giuridico, ed economico di guerra perpetua che la comunità musulmana, l’umma, è obbligata a fare contro i non-musulmani.

Secondo questa ideologia, l’umanità è divisa in due campi nemici: il campo in cui governa la legge di Allah (la shari’a), cioè il dar al-islam, regione di pace e di giustizia; e il campo dei non-musulmani che non obbediscono alla shari’a. Questa regione è quella del male, dell’idolatria, ed è chiamata dar al-harb, regione della guerra (harb) perché i musulmani sono costretti a conquistarla per imporvi la shari’a.

Gli abitanti del dar al-harb sono chiamati harbi, quelli a cui si fa la guerra.

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incensurabile


Non è razzismo, non è fobia criticare una ideologia.

Filippo Facci è stato sospeso dall’ordine dei giornalisti.

Premesso: l’ordine dei giornalisti è una cosa inventata dal fascismo per controllare meglio la società. Se mi sono sbaliato mi corigerete diceva un santo polacco.

Ha criticato una ideologia. Perché islam è una ideologia che vuole spacciarsi per religione – Carlo ce lo ricorda sempre e per questo lo ringrazio.

Credo che Filippo sia stato così duramente vergato dai “potenti” perché ha espresso la sua critica in modo troppo chiaro e forte per essere tollerabile dai radical-chic che odiano che venga rinfacciata loro la verità.

O meglio, in modo assai poco educato.

Allora vediamo di urlarla sui tette questa verità ma senza spegnere stoppini e senza cadere nel turpiloquio1

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Excusatio non petita


Avevo già riportato (a fine maggio) questo cartello:

“l’uomo perfetto”
– sposò una bimba di 6 anni
– decapitò 600 persone in un solo giorno
– possedeva schiavi e ne faceva commercio
– ebbe 13 mogli, 11 contemporaneamente
– stuprava,
– torturava ed uccideva chi non la pensava come lui

Ora pare che qualche musulmano si senta offeso da questo cartello e ne chieda la rimozione.

Mai come in questo caso il famoso adagio latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta” si rivela adatto, adattissimo.

Oh, povere stelle! E perché si dovrebbero sentire offese? Non c’è nessun riferimento alla religione musulmana in quel cartello! Nessuno.

Davvero, rileggetelo. Nessun riferimento.

Quindi per la serie “excusatio non petita accusation manifesta” quando  Mi musulmani chiedono di rimuovere quel cartello perché anti-islamico stanno precisamente ed inequivocabilmente dichiarando che sì, maometto ha fatto tutte quelle cose.

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Italiana, solo di nome


La persona islamica italiana come quella della foto (https://youtu.be/jqwAI84UBDM) dice “io parlo italiano, mangio italiano, sono di CULTURA ITALIANA (!!!), sono occidentale”.

Eppure, che il soggetto sia nato musulmano o si sia convertito in seguito, ecco come si comporta:

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Culto misogino


Leggete e ditemi se il culto dei maomettani non è radicalmente misogino. Provateci.

Dei manifesti nella metropolitana di New York affermano il diritto delle donne musulmane di indossare l’hijab.La virtù di New York è ora ampiamente segnalata, ed è interessante che le autorità della città abbiano deciso di montare questa campagna nei sottopassaggi, dove una musulmana chiamata Yasmin Seweid ha dichiarato il falso dicendo che era stata brutalizzata dai sostenitori di Trump per aver indossato l’hijab.

Gli incidenti reali di molestie su donne musulmane che indossano l’hijab sono i più difficili da trovare.

Chiedono di mostrare solidarietà verso le differenze culturali e per le musulmane vessate e derise dai non musulmani?

Ma dove è la loro preoccupazione per Aqsa Parvez, il cui padre musulmano ha soffocato a morte con il suo hijab dopo che ha rifiutato di indossarlo?

O Aqsa e Amina Muse Ali, una donna cristiana in Somalia uccisa da musulmani perché non indossava un hijab?

O le 40 donne che sono state assassinate in Iraq nel 2007 per non aver indossato l’hijab; o Alya Al-Safar, il cui cugino musulmano ha minacciato di uccidere e danneggiare la sua famiglia, perché ha smesso di indossare l’hijab in Gran Bretagna.

O Amira Osman Hamid, che ha affrontato la fustigazione in Sudan per aver rifiutato di indossare l’hijab.

O la ragazza egiziana chiamata Amira, che si è suicidata dopo essere stata brutalizzata dalla sua stessa famiglia per aver rifiutato di indossare l’hijab.

O verso gli insegnanti musulmani e non musulmani presso il College islamico del South Australia a cui è stato detto che dovevano indossare l’hijab o potevano essere licenziati;

O alle donne in Cecenia a cui la polizia ha sparato con palle di vernice perché non indossavano l’hijab.

O altre donne in Cecenia che sono state minacciate da uomini con fucili automatici per non aver indossato l’hijab;

O le insegnanti della scuola elementare in Tunisia che sono state minacciate di morte per non aver indossato l’hijab.

O le studentesse siriane a cui è stato proibito di andare a scuola a meno che non indossassero l’hijab.

O le donne a Gaza che Hamas ha costretto ad indossare l’hijab.

O le donne a Londra che dei teppisti musulmani hanno minacciato di uccidere se non indossavano l’hijab.

Oo la giovane donna musulmana che si tolse il suo hijab fuori dalla sua casa e ha iniziato a vivere una doppia vita nella paura dei suoi genitori;

Chi mostra solidarietà per loro? le donne che non indossano l’hijab nei paesi musulmani hanno di gran lunga maggiori probabilità di essere vittime di violenza che in Europa. Chi parla per loro?

Poi c’è il caso scioccante del 2002 nella città più sacra dell’islam, la Mecca, dove la polizia religiosa saudita ha bloccato le ragazze lasciandole chiuse dentro la scuola che era in fiamme, perché le ragazze non “indossavano il corretto abito islamico.” Di conseguenza, 15 ragazze morte bruciate. Donne e ragazze sono spesso brutalizzate o uccise per non aver indossato il velo nei paesi islamici e anche dai musulmani in Occidente, come è avvenuto in Austria quando una ragazza è stata attaccata da una sedicente gang denominata la “pattuglia della sharia”.

L’uomo perfetto


“l’uomo perfetto”
– sposò una bimba di 6 anni
– decapitò 600 persone in un solo giorno
– possedeva schiavi e ne faceva commercio
– ebbe 13 mogli, 11 contemporaneamente
– stuprava,
– torturava ed uccideva chi non la pensava come lui

Il Corano dice in 91 versi che Maometto è l’uomo perfetto e che tutti i suoi seguaci dovrebbero imitarlo.

Sotto la sharia, il prezzo da pagare per aver criticato “l’ uomo perfetto” è la morte.