Cattolicesimo e islam a confronto

Cattolicesimo e islam a confronto

Da http://digilander.libero.it/coranoislam/differenze.html

spunti di riflessione

Elenchiamo alcune delle molte differenze che caratterizzano il cattolicesimo dall’islam, sia relativamente a temi teologici, sia relativamente a temi più pratici, che riguardano aspetti più concreti di queste due religioni. Va da sé che questo elenco non è certamente esaustivo, avendo l’unico obiettivo di evidenziare alcune elementari differenze spesso non conosciute ai più.

Note CATTOLICESIMO ISLAM
Interpretazione del testo sacro La Bibbia è interpretabile e contestualizzabile storicamente, perché è un libro “ispirato” agli uomini da Dio. Il Corano non è interpretabile, né tantomeno contestualizzabile storicamente, perché è un libro “rivelato” agli uomini da Dio. Deve essere applicato alla vita di tutti i giorni.
Bibbia e Corano Nella Bibbia si assiste a un’evoluzione, dal Vecchio Testamento al Nuovo Testamento, dovuta essenzialmente al messaggio rivoluzionario di amore incondizionato verso il prossimo di Gesù. Inoltre, i cristiani, pur facendo riferimento alla Bibbia, sono prima di tutto seguaci di una persona, Gesù Cristo, e del suo modello di uomo. Il Corano si rifà al Vecchio Testamento, negando di fatto il messaggio di amore e perdono di Gesù. A differenza dei cristiani, sono detti propriamente “gente del libro” proprio perchè trovano nei testi sacri l’unico fondamento della propria religione.
Gesù Figlio di Dio, fa parte della Trinità. E’ un semplice profeta, tra l’altro non morto sulla croce. Per l’islam Dio è unico. Evidente l’incongruenza di considerare Gesù un profeta dell’islam quando, invece, di fatto il Corano è la negazione del suo messaggio e della conseguente evoluzione del Vecchio Testamento (vedi punto precedente).
Gesù e Maometto a confronto Gesù fu emblema di mitezza e bontà, che morì sulla croce per salvare l’umanità. Maometto fu un conquistare, che a capo dei suoi eserciti conquistò, dopo violente guerre, molti territori. Egli stesso uccise (o fece uccidere) numerose persone, in molti casi anche inermi.
Gerarchie religiose Nella Chiesa vige un ordine gerarchico, con a capo il Papa, che può pertanto ‘indirizzare’ il credo cristiano. Nessun vertice di riferimento. L’unico riferimento è il Corano e la Sunna, immutabili sin dalla loro origine. Ciò impedisce ad eventuali intellettuali o studiosi islamici, intenzionati a far progredire questa religione, di assumere quella necessaria autorità per farsi ascoltare dalle masse islamiche.
Concezione dello Stato Religione e Stato sono profondamente separati, dato che la religione si deve occupare solo della sfera morale di ogni singolo individuo (cfr. Concilio Vaticano II). Religione e Stato sono la stessa cosa, ossia “din wa dawla”, perché la legge coranica abbraccia ogni aspetto della vita della comunità dei credenti, la “ummah”.
Comunità e singola persona Il cattolicesimo tutela la singola persona, considerando i diritti/doveri della persona come prioritari rispetto alla comunità, secondo il principio della libertà di coscienza individuale. L’islam considera solo la ummah, la comunità degli islamici, al cui interno i singoli trovano protezione.
Ruolo del credente nella società Non ha particolari obblighi, se non quello di professare con coscienza la fede. Il credente deve attivarsi per l’applicazione delle norme coraniche alla società in cui vive.
Libero arbitrio Al credente è lasciato il libero arbitrio nel gestire la propria coscienza personale. “Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1731). Il credente non può far altro che riferirsi al Corano e alla Sunna. E’ Allah che “sceglie tutto, conosce tutto, coordina tutto” (Boubakeur, rettore onorario della moschea di Parigi), non lasciando alcuna libertà di decisione al credente.
Perdono divino E’ sempre ammesso, se il peccatore si pente sinceramente. Il credente sarà giudicato da Allah per tutte le azioni compiute durante la vita. Il perdono è ottenibile (fermo restando l’inderogabilità delle punizioni corporali previste dalla legge islamica) solo se si compie una buona azione riparatrice. Il perdono in punto di morte, quindi, non è previsto.
Inferno e paradiso Sono entrambi luoghi immateriali, dove l’anima dell’uomo trova sofferenza (inferno) o gioia (paradiso) in funzione della presenza o meno di Dio. Sono luoghi fisici di sofferenza o piacere materiale. Nell’inferno vi sono sette tipi diversi di fiamme, mentre il paradiso è inteso come un verdissimo giardino con a disposizione frutti e vergini (le “hurì”).
Preghiera La preghiera è il mezzo con cui rapportarsi con Dio e mettersi in comunione con Lui. La preghiera è solamente un gesto rituale, un dovere a cui il credente non può sottrarsi. E’ il momento in cui il credente rinnova la propria sottomissione ad Allah.
Non credenti Per i non credenti, il cattolicesimo comunque prevede la benevolenza di Dio, se hanno agito secondo retti principi morali. Per i non credenti vi sarà il castigo divino (Sura 3;4)
Punizioni Nessuna pena corporale prevista. Previste pene corporali (fustigazioni, amputazioni), anche fino alla morte (per adulteri, omosessuali, apostati e bestemmiatori).
Omosessualità Punisce il peccato, non il peccatore. Il peccato sta infatti nell’atto sessuale, non nel sentimento. E comunque gli omosessuali vengono sempre considerati figli di Dio. L’islam prevede la morte per gli omosessuali.
Violenza La Chiesa tollera la violenza solo se finalizzata alla difesa personale dell’individuo. L’islam invoca la violenza per difendere la religione in sé. Se l’islam viene in qualche modo giudicato aggredito (ad esempio impedendo ai credenti di praticare, oppure negando alcuni principi), i musulmani devono combattere l’aggressore.
Concetto di ‘martire’ E’ la persona che, applicando il principio della non-violenza, sacrifica la propria vita per non rinnegare il proprio credo e/o per aiutare il prossimo. E’ il guerriero che muore combattendo contro i nemici dell’islam.
Atteggiamento verso nemici e miscredenti Il cattolicesimo prevede di amare i propri nemici e di pregare per chi ci perseguita, diffondendo la parola di Dio attraverso l’evangelizzazione. L’islam prevede di diffidare dagli infedeli e di combattere contro di loro la jihad. La legge di Allah deve essere diffusa anche con la guerra santa.
Elemosina L’elemosina ai poveri è senza limiti. L’elemosina può essere concessa solo ad altri musulmani e non può impoverire il ricco fino a farlo diventare a sua volta povero.
Cibo Nessuna limitazione qualitativa o quantitativa, salvo un morigerato invito a non eccedere nei vizi. Severi divieti: in particolare per carne suina, alcol e loro derivati, ma anche per formaggi prodotti con caglio animale e crostacei. Il musulmano è tenuto a verificare gli ingredienti degli alimenti per appurare se sono inclusi cibi vietati.
Considerazione delle persone Tutti le persone sono uguali, indipendentemente dal credo professato, dal sesso o dalla razza. L’islam si basa sulle differenze tra musulmani e non-musulmani, tra uomini e donne, tra uomo libero e schiavo.
Posizione della donna Equiparata a quella dell’uomo. Gravi limitazioni per le donne: obbligo di coprirsi, obbedienza al marito, impossibilità a sposare un non-musulmano, metà diritti dell’uomo nelle eredità e nelle testimonianze pubbliche, impossibilità a toccare il Corano o entrare in moschea se mestruate, zone riservate dagli uomini anche in moschea, ecc.
Divorzio Non è ammesso, in quanto il matrimonio è un sacramento. Viene accettata la separazione fisica dei coniugi in caso di palese impossibilità alla convivenza. E’ ammesso, con forte favoritismo verso il marito, il quale può ripudiare la moglie anche senza un motivo valido. Il matrimonio è infatti un contratto di puro diritto civile che ha per oggetto il semplice godimento fisico della donna da parte dell’uomo.
Vita quotidiana (come vestirsi, cosa mangiare, come comportarsi, ecc.) Al credente è lasciata ampia libertà nei normali atti quotidiani. Vi sono rigide regole che normano l’intera giornata del musulmano, in ogni singolo aspetto (fino a indicare se usare la mano destra o la sinistra per compiere i gesti quotidiani).
Lingua parlata Non è prevista alcuna lingua “ufficiale” del cattolicesimo. Il credente ha il dovere di imparare almeno l’essenziale della lingua araba, per essere in grado di recitare il Corano.


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