Morire di burocrazia


Questo paese sta morendo ammazzato dalla burocrazia:

«Sei corsi (da 92 ore) e un consulente per assumere una ragazza part time»

E purtroppo è tutto maledettamente vero. Che si fottano i maledetti burocrati di merda.

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Vista annebbiata


Un-americano-a-roma

Oggi mi sento in dovere di chiedere scusa. Di chiedere scusa ai meridionali di buona volontà che si ritrovano a lottare contro i loro concittadini che han scelto la connivenza col malaffare o semplicemente con la furbizia mentre loro non intendono cedere a magheggi e furbizie perché sanno di volersi comportare onestamente anche nelle piccole cose di tutti i giorni. Quando uno è onesto è sempre…

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Vista annebbiata


Oggi mi sento in dovere di chiedere scusa.

Di chiedere scusa ai meridionali di buona volontà che si ritrovano a lottare contro i loro concittadini che han scelto la connivenza col malaffare o semplicemente con la furbizia mentre loro non intendono cedere a magheggi e furbizie perché sanno di volersi comportare onestamente anche nelle piccole cose di tutti i giorni. Quando uno è onesto è sempre onesto, a partire dalle piccole cose, per l’appunto dal quotidiano. Chi è onesto nel poco è onesto anche nel molto. E mal sopporta l’interminabile catena di furbizie cui assistono tutti i giorni.

Un-americano-a-romaE questi meridionali di volontà buona – e ci sono, certo che ci sono – si trovano impresso un marchio d’infamia per il loro accetto, per la loro lingua (guai a chiamarli dialetti!) solo per il fatto di essere nati dove molte più persone che in altre parti del mondo si dedicano a malaffare e furbizie a tutti i livelli. E quanto devono faticare per dimostrare di valere e di essere onesti davvero, perché la tua reputazione è macchiata dal pregiudizio che una frazione di disonesti fa riversare su tutti i propri concittadini.

Questo vale per i siciliani, i calabresi, i meridionali in genere quando emigrano,  sia che vadano in Lombardia o in Veneto o i Friuli così come quando varcano le Alpi e gli oceani dove però perlomeno il marchio d’infamia è condiviso coi Lombardi, i Veneti, i Friulani e via discettando.

Anche io sono carnefice però come lo sono i tedeschi, gli statunitensi eccetera. Perché quando sento un magnifico mandarino statale dallo stipendio di giada e lapislazzuli sputare il suo veleno contro le genti del nord con il suo accento levantino – leggi meridionale – o tuttalpiù romano mi viene sempre un travaso di bile e devo compiere uno sforzo cosciente per ricordare a me stesso che oltre al lombardo autoctono da millemila generazioni tra le vittime dell’odio del mandarino ci sono anche i siculi, i calabri eccetera di volontà buona che sono emigrati in Lombardia e Veneto e pur mantenento il loro accento o la loro lingua locale hanno assunto – o meglio avevano già – gli stessi valori di onestà e di laboriosità che troppo spesso gli orgogliosi lombardi – e mi ci metto anche io – si autoattribuiscono in modo esclusivo ed un po’ farisaico.

Valori di integrità e di laboriosità che molto spesso, troppo spesso mancano ai levantini burocrati dallo stipendio di giada e lapislazzuli, ai politici ed ai funzionari di Mafia Capitale dove è coinvolto il PD, il partito del premier Renzi

Questo è il responsabile morale dei misfatti di mafia capitale: son tutti del suo partito.

Questo è il responsabile morale dei misfatti di mafia capitale: son tutti del suo partito.

Un discorso perfettamente anologo lo avevo già fatto per chi è immigrato qui rispettando le regole ed integrandosi, ossia adottando una buona parte delle nostre usanze. Ne ho scritto in “Gli onesti fregati” già due anni fa.

La Lombardia ha già una densità di abitanti molto, molto alta. Alcune province hanno densità tra le più alte al mondo (la Lombardia si aggira sui 414abitanti/km²). Non è che non vogliamo accogliere tutti i disperati del mondo. Non possiamo accoglierli perché non abbiamo spazio e perché la stragrande maggioranza di loro non riuscirebbe ad integrarsi nel nostro tessuto sociale, non così tanti, non in così breve tempo. C’è un limite – ed è sensibilmente inferiore all’attuale flusso di clandestini – al numero di persone che una società è in grado di accogliere senza mandare tutto in vacca.

C’è poi da aggiungere un ultimo sgradito aspetto.

Assieme ai molti cittadini del Regno delle Due Sicilie di volontà buona e dalla grande laboriosità sono arrivati anche i burocrati che odiavano viscidamente i Lombardi autoctoni e con il domicilio coatto abbiamo importato anche la mafia. Oramai l’hanno inoculata più di una generazione fa quindi ha avuto tutto il tempo di incistarsi nella società lombarda.

Francamente non ho alcuna intenzione di trovarmi l’ISIS in casa, sempre che stia già covando sotto la cenere

Citazione

Non oso pensare quale nome mostruoso per la presidenza della repubblica partoriranno le menti congiunte dei piddini e dei grillini.

Comunque tutti ma non quel topo di fogna di Giuliano Amato: il più opportunista di tutti i parassiti d’Italia, il craxiano miracolosamente graziato da mani Pulite. Ogni mese continua a succhiare denaro pubblico come un’idrovora (ormai le cifre aumentano ogni giorno: 30.000, 60.000, 90.000 euro?), ma insiste a chiedere un’imposta patrimoniale per tutti gli italiani.

Letto dai commenti in calce a  “Sapete Cosa è Drammatico? Non Avere neppure un Nome Decente per la Presidenza della Repubblica” su Rischio Calcolato.

Sapete Cosa è Drammatico? Non Avere neppure un Nome Decente per la Presidenza della Repubblica – Rischio Calcolato

Ne hanno ancora troppi


Carino il pezzo Italia: l’ex fascino della borghesia (italiota),in disfacimento dove si intervista un medico d’alto bordo di Roma. È facile, troppo facile etichettarla ladrona quando leggi passaggi come

…questa è Roma con la sua mastodontica burocrazia statale e parastatale, la provincia ancora peggio!

Ecco uno dei motivi dell’italico sfacelo. Fintanto vivrà questo elefantiaco stato con la sua mastodontica burocrazia statale e parastatale dagli stipendi di giada e lapislazzuli potremo solo affondare. Quando lo stenografo dell’italica camera guadagna circa il triplo del cancelliere tedesco non puoi essere fiorente.

Persone come mia moglie si sono convertite alle offerte del supermercato e liquidazioni nelle boutique (pazzesco!!) io cambierò la sua Audi e la mia super BMW x 5 con una mini minor e una mini countryman salvaguardando il mio budget per il trasporto (in altri tempi avrei riconfermato il livello di autovetture) … Concessionarie BMW aperte anche i sabati di agosto alla ricerca di nuovi clienti ma vendono solo le piccole (mini) o le medie (serie 1 e 3) altri si tengono le macchine vecchie anche con i bozzi (carrozzieri chiudono o fanno forti sconti se paghi in nero) … se vuoi continuo.

E bravo il mio stipendio di giada che vai ad alimentare il benessere tedesco comprando macchine tedesche. Così il loro avanzo commerciale schizza ancor di più. Se non fossimo dentro l’Euro le macchine tedesche sarebbero molto, molto più costose e simmetricamente le francesi, le spagnole le italiche sarebbero molto più concorrenziali. Il forte sconto che i carrozzieri possono farti se paghi in nero sono dovuti al fatto che evitando di fatturare eviti di pagare il pizzo alla vampiresca mafia dominante, che si chiama stato italiano.

Pioggia di disdette dalle associazioni e circoli sportivi, molti ragazzi tolti da scuole private, ristoranti non vendono vino … troppo caro.

vuol dire che i ristoranti sono ancora pieni. Un po’ come diceva il Berlusca. Mi viene in mente un pezzo sui leoni e le gazzelle di un diario ormai purgato che spiega perché i ristoranti resteranno pieni anche con la crisi che morde. Se volete lo scavo fuori dal mio archivio. Poi disdire associazioni e circoli sportivi va bene, togliere i ragazzi dalle scuole private mi lascia con un brivido: alcune scuole private specie elementari e medie sono tre spanne sopra le private.

Dice che van tutti ai GenDri GommerGiali: Ikea, Roy Marlen, Carrefur. Tutti di proprietà non autoctona. Tutto denaro che prende la via dell’estero impoverendo l’economia autoctona.

Ha buon gioco poi Martin Wolf, editorialista del Financial Times a sostenere  che “Con l’euro l’Italia morirà lentamente”. Vero verissimo. Però non ditemi di tornare alla cara vecchia liretta perché in quel modo i popoli siciliani, calabresi, pugliesi, campani ne rimarrebbero ancora fregati. Ma di questo scriverò a breve.


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Vaporose reminiscenze di giada


I miei quattro lettori si saranno accorti che ho cominciato a riproporre-ribloggare-citare numerosi pezzi di altri, perpetrando il mio vizio di farmi copie locali di tutto per contrastare l’evanescenza della rete.

Oggi ne ho avuta l’ennesima prova: discutendo con un conoscente degli astronomici ed intoccabili stipendi dei dirigenti pubblici, roba da far sentire dei pezzenti i massimi dirigenti statali europei ed americani mi sovveniva proustianamente lo stilema ascoltato di sfuggita del

Luminoso dirigente dallo stipendio di Giada

che ho scoperto essere un gag del Dottor Frattale, al secolo Walter Fontana… cielo, roba di quindici anni fa, Aldo Grasso ne scriveva nel marzo 1999.

L’avrò visto una volta e mezze e me lo ricordavo più frizzante. Eccolo sul tubo, in attesa che zelanti programmi di protezione ipertrofica del diritto d’autore lo rimuovano:

Dicevo, cercandolo grazie alle prodezze della grande G mi sono imbattuto in questo indirizzo su faccia-libro https://it-it.facebook.com/note.php?note_id=205981939459464 il quale a sua volta riprendeva questo diario http://diksa53a.blogspot.com/2011/08/i-nababbi-dellagenzia-del-demanio.html . Già mi fregavo le mani credendo di aver trovato una fonte di interessanti riflessioni. Ci ho trovato questa laconica nota:

Presto questo blog potrebbe cessare le pubblicazioni.  Le motivazioni QUI Anzi: Ha cessato le pubblicazioni perché non vale la pena perdere tempo inutilmente.

Vabbè grazie, potevi almeno lasciarlo il resto dei contenuti. A buona memoria per non dover sempre fare affidamento ai superpoteri di archive.org vi ripropongo la notizia qua:

I NABABBI DELL’AGENZIA DEL DEMANIO Dirigenti con super stipendi da 300mila euro

15 agosto 2011 alle ore 15.22

Auto di lusso e mensa riservata a 7,50 euro

Li chiamano i magnifici 6 facendo il verso al titolo di un famoso western anni Sessanta, I magnifici 7, con Steve McQueen e Charles Bronson. Li chiamano così non perché sono valorosi e audaci come gli eroi del film, ma per via dei tanti benefici extralusso di cui godono. Sono i

6 direttori centrali del Demanio, alti papaveri dello Stato trattati non con i guanti bianchi, ma qualcosa di più, dal ministero del Tesoro, cioè da Giulio Tremonti. Lo stesso Tremonti che sta chiedendo lacrime e sangue agli italiani. I loro nomi sono sconosciuti ai più, eccoli: Carlo Bertagna, vice direttore, Paolo Maranca, capo dell’area operativa, Antonio Ronza, direttore delle risorse umane, Edoardo Maggini, direttore della pianificazione, Bruno Finmanò, responsabile degli affari finanziari, Marco Cima, direttore finanziario. Sopra ai 6 c’è un settimo, il direttore Maurizio Prato, un manager nominato proprio alcuni giorni fa anche presidente e amministratore del Poligrafico dello Stato, che però nella nomenklatura pubblica è un caso a sé. Secondo le versioni ufficiali, il suo incarico al Demanio sarebbe addirittura a costo zero per le casse pubbliche, cioè svolto in “spirito di servizio”, come si diceva un tempo.

A differenza dei loro pari grado delle altre agenzie fiscali, che pure non sono lasciati nell’indigenza come il poverello d’Assisi, i 6 del Demanio godono di stipendi che gli altri si sognano, gratifiche, gettoni di presenza, premi annuali, mensa riservata e a “prezzo politico”, cioè a pochi spiccioli, auto di lusso sempre a disposizione. Macchinone belle grandi con un leasing rinnovato proprio alcune settimane fa, Audi, Bmw e Volvo di grossa cilindrata e così ingombranti che per farle agevolmente entrare nel garage della sede, al numero 38 di piazza Barberini a Roma, all’inizio di luglio hanno dovuto chiamare i muratori per allargare l’ingresso. E nonostante il cortile della rimessa sia tutto per loro, non basta, perché secondo quanto risulta a fonti interne e qualificate, quando i 6 sono fuori dall’ufficio e si beccano una multa, magari per divieto di sosta, non devono sobbarcarsi la fatica di sbrigare la faccenda da soli.

A quel punto in soccorso arriva l’ufficio risorse umane che prende in carica la pratica. Per le auto dei 6, del resto, il Demanio paga pure premurosamente quegli invidiabili permessi comunali con il contrassegno “X” che consentono di percorrere le strade del centro a traffico limitato. Costo: un po’ meno di 600 euro l’uno. Insomma,i magnifici 6 sono una minicasta incistata nella casta. Un drappello di Paperoncini statali che ha attirato l’attenzione anche di un senatore della Lega nord, Piergiorgio Stiffoni, il quale ha rivolto un’interrogazione piuttosto ruvida al ministro Tremonti e ora parlando con Il Fatto Quotidiano invoca il classico “Basta!”. Secondo Stiffoni ai 6 vengono regalati perfino i bonus benzina. Il più alto in grado, Bertagna , è al Demanio da 10 anni e si sente così a suo agio, ben pagato e coccolato, che quando un po’ di tempo fa gli hanno proposto di diventare amministrare delegato di Sviluppo turismo, cioè un salto di carriera, ha rifiutato perché gli offrivano “solo220mila euro. Tutti quanti veleggiano con stipendi intorno ai 300mila euro all’anno, quasi un terzo in più dei pari grado delle altre agenzie fiscali. Che infatti li vedono come il fumo negli occhi. Per non parlare dei giovani quadri, bloccati nella carriera e fermi al palo di stipendi che non arrivano ai 60mila euro.

A disposizione i 6 hanno anche una foresteria riservata con tavolo in cristallo, al quinto piano del palazzo e una stupenda terrazza completa di gazebo per il relax dopo i pasti. I cibi sono forniti da una cucina annessa che secondo alcuni non avrebbe i necessari permessi di legge. Il costo del pranzo è da fast food: 7 euro e 50. Tutti e 6 fanno anche parte del Comitato di gestione e a ogni riunione ritirano un gettone di presenza. E in più alla fine dell’anno incassano un premio speciale, altri 50mila euro, per aver fatto il lavoro previsto, cioè per aver rispettato il contratto di servizio con il Tesoro. La fortuna dei 6 si chiama Elisabetta Spitz, la ex moglie di Marco Follini, lanciata da Gianni Letta al vertice del Demanio come direttrice. Fu lei a volere nel 2005 i 6 direttori e fu lei, che incassava uno stipendio di oltre 500mila euro, a volerli ricoprire d’oro e di benefit. Quando nel 2008 alla Spitz succedette Prato, sembra che quest’ultimo abbia timidamente tentato di interrompere la fiera. Ma Letta disse no e Prato si adeguò.

Daniele Martini ed Elisabetta Reguitti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

La ricopio a solo scopo didascalico, per contrastare l’eccessiva evanescenza della rete – è un mio pallino, oramai l’avrete capito – e per inagurare una specie di rubrica: mandarini dallo stipendio di giada.

O burocrati dallo stipendio di giada.

O alti papaveri dallo stipendio di giada.

Oppure semplicemente manager (pubblici) dallo stipendio di giada.

L’elenco è maledettamente facile da fare e continua coi dirigenti di Bankitalia e via discorrendo.

 

 

Lenticchia è diventato grande


Cucciolo o Matteo Renzi?

Cucciolo o Matteo Renzi?

Ieri quando gongolava come un riccio il nostro magnifico Cucciolo, alias Matteo Renzi continuava a ripetere che i risultati delle elezioni europee 2014 non era un’approvazione nei suoi confronti.

No, non sua. Di tutta la squadra del Piddì. Come se un presidente del consiglio che fa anche il capo del partito di maggioranza facesse tutto da solo. Ah, già lui era quello che neanche Goldrake….

Ora il nostro piccolo Lenticchia-Renzi ha finalmente ottenuto quello che il suo omologo non è mai riuscito ad ottenere: prendere il posto di Gargamella (Bersani) e vincere.

Matteo Renzi alias Lenticchia: come non notare delle lombrosiane similitudini?

Matteo Renzi alias Lenticchia: come non notare delle lombrosiane similitudini?

Perché sì, dai, nessuno può ragionevolmente dire che non abbia stravinto. Una percentuale del genere il PCI, i DS, il PD non l’ha mai mai mai preso.

Son proprio contento. Sì, son contento, anche se non li ho mai votati, anche se sul sito Voi siete qui (di OpenPolis) risulta che le mie opinioni politiche sono sostanzialmente agli antipodi.

Son contento soprattutto perché sono quanto di più lontano ci sia dalle mie idee.

Perché quando falliranno nei loro intenti, non potranno più dare la colpa a nessuno.

Perlomeno in modo credibile, perlomeno non questa volta, perlomeno non con tutti quelli che si sono fatti incantare anche senza conteggiare gli sciocchi che si sono fatti abbindolare dalla storia degli 80€.

Questa volta quelli del piddì non potranno dare la colpa a nessuno. Mai nessun partito nell’italica storia ha preso così tanto.

Ora a lui non piacerà il paragone che stò per fare e neppure a me piace del tutto perché rischia di essere fuorviante ed apparire come una reduction-ad-Hitlerum ma vorrei ricordarvi che il partito nazista è andato al potere in Germani con meno voti (37%). Ok ok, quelle erano elezioni politiche e queste invece eleggevano “un’altra roba” ma una tale forza morale, un tale mandato popolare nessun capo politico l’ha mai avuta in italì.

È scaltro il nostro Cucciolo-Lenticchia-Renzi. Sà perfettamente di aver avuto troppo successo. Si è reso conto che la GGGente ha riposto enormi aspettative nel suo operato.

E francamente dubito che riesca nel suo intento. Perché il Leviatano italico è troppo famelico, troppo voraci, inefficienti ed irriformabili le sue caste per riuscire a ridurne i costi. Lenticchia ha già assaggiato la cordiale, pervicace, gattopardesca ostilità della burocrazia del senato.

Sà perfettamente che ogni ufficio, ogni dipartimento, ogni ministero e funzione che cercherà di riformare si ribellerà e si impunterà come un mulo rifiutando ostinatamente ogni cambiamento.

Tanto il coglione lombardo paga e tace. E lo vota.

Tanto il cretino veneto si svena di tasse, al limite si suicida. Ma solo dopo averlo votato.

Tanto i deficenti emiliani continuano a votarli anche se dopo il terremento di due anni fa hanno assaggiato l’ostile indifferenza di uno stato che pretende solo tasse e mai li aiuta. E loro – pirla – a continuare a votarli. Anche dopo che han preteso le tasse anche l’anno del terremoto. E tutte mi raccomando, madama la marchesa.

Ed intanto il debito continua ad aumentare…

Ed il Lombardo continua a pagare. 7000€ a cranio l’anno.

Il saggio cinese dice “siediti sulla riva del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. Ma qua il nemico dei Lombardi, degli Emiliani e dei Veneti è lo stesso stato di cui fanno parte. Ed a furia di aspettare che muoia va a finire che ci spolpano come un vitello grasso.

‘o sDado itaGliano è una merda


Scusate, ma proprio questa mi scappa dalle dita.

Lo stato itagliano è una montagna di merda!bel-paese-di-merda

È l’unica affermazione che mi è scappata dopo aver letto questo pezzo su Lettera 43 (che riporto qui sotto).

E francamente mi ride anche il coolo, perché stando a quello che potete leggere anche voi non dovrebbe essere reato.

Quindi,

Lo stato itagliano è una montagna di merda!

 E perché non sarebbe reato? Perché io non stò insultando una comunità! Lo stado idaGliano è formato da un’accozzaglia di differenti comunità tenute insieme forzosamente: Lombardi, Veneti, Emiliani. Toscani, i cittadini del Regno delle Due Sicilie e via discorrendo. Ed io ho massimo rispetto per Lombardi e Veneti. Il discorso per le restanti comunità è piuttosto complicato, fondamentalmente sono dei drogati economici. Io non disprezzo i meridionali operosi nè i lombardi di origine sicula o calabra che spesso mostrano di avere una nobile etica del lavoro.

Io disprezzo questo stato che nato male e gestito peggio ci stà trascinando nel baratro.

Non disprezzo la storia di una comunità. Ho schifo della storia dello stato italico, che non ha MAI chiusto un bilancio non dico in attivo, ma in pareggio. Ha sempre e ripeto sempre speso di più di quanto incassava. Chiunque può capire che niente e nessuno, singolo, famiglia, comunità o stato può reggersi a lungo se persiste nel demenziale comportamento di spendere sistematicamente più di quanto incassa, di quanto possa permettersi.

E per quanto sia orrido il dialetto fiorentino dei borghesi, ovvero quello che oggidì chiamano lingua italiana non posso dire che faccia così schifo perché dopo aver quasi eradicato da intere popolazioni la loro lingua locale io mi ritrovo costretto da uno stato – e ripeto stato – violento a scrivere, parlare e pensare in questo idioma.

Quanto alla cultura non sono io a disprezzarla. Andate all’estero. Quante volte sentite dire “pizza mandolino mafia” o cose similari?

Quindi miei cari burocrati della cassazioni che lavorate troppo poco e prendete una barca di soldi immeritati, sappiate che

il vostro stato italico è una burocrazia di merda!

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Qualcosa da cui difendersi


Oggi leggendo L’Indipendenza ho trovato questo bel pezzo di Roberto Gorini «Uno Stato da cui difendersi» che vi ripropongo qua assieme ad alcune mie note:

Qual è la funzione fondamentale di uno Stato?leviatanoThomas Hobbes, il filosofo britannico che nel 1651 scrisse il libro “Leviatano” parlando appunto di Stato, ne da un’idea piuttosto precisa che andrebbe riletta. Sostanzialmente sostiene che i cittadini rinunciano a una parte della propria libertà per delegare autorità a un soggetto comune che garantisce protezione e pace nelle relazioni. Hobbes parlava di sudditi e monarca, ma con i dovuti distinguo per la diversa epoca e il limite della sintesi, la definizione sembra opportuna anche per i nostri tempi.

Ma cos’è oggi lo Stato ?

  • E’ un sistema che non paga, o paga molto lentamente ,i propri cittadini quando ne chiede un servizio.
  • E’ un sistema che spende continuamente più soldi di quello che raccoglie, pur chiedendo tantissimo.
  • E’ un sistema che non restituisce le tasse pagate in eccesso.
  • E’ un sistema che si indebita illimitatamente in nome e per conto dei propri rappresentati, dando come garanzia collaterale le tasse future, per generazioni.
  • E’ un sistema che preleva arbitrariamente la ricchezza dei propri cittadini in caso di bisogno, senza nessun rispetto per la proprietà privata.
  • E’ un sistema che per inefficienza chiede in pagamento sanzioni già pagate bloccando i beni del (non) debitore.
  • E’ un sistema che chiede sempre più autorizzazioni per permettere ai cittadini di lavorare (burocrazia).
  • E’ un sistema che non garantisce la certezza del diritto nelle relazioni tra i propri cittadini.

Quindi in definitiva se è vera la prima definizione, si può definire ancora Stato ?

Più o meno consapevolmente i cittadini sentono che questo sistema non funziona più, perché questo Stato non è un qualcosa con cui difendersi, ma è un qualcosa da cui difendersi.

Il passaggio originale di Hobbes è questo:

«Io autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso a quest’uomo o a questa assemblea di uomini, a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudine così unita in una persona viene chiamata uno stato, in latino civitas. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto – per parlare con più riverenza – di quel Dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa…»

Thomas Hobbes, Leviatano p. 167

Ma per quale motivo Hobbes Bene è arrivato il momento di riprendersi il diritto di (auto)governarsi. Che è ben diverso dal fantasma dell’anarchia che i sostenitori degli stati-nazione centralistici ogni qual volta si cerca di ridurre lo strapotere

Da un grande potere derivano grandi responsabilità

Ben Parker al nipote Peter alias l’Uomo Ragno
Appunto lo Stato col suo grande potere, con tutti i suoi servitori ha dimostrato di non essere in grado di adempiere alle responsabilità che si è preso o che noi gli abbiamo dato o concesso. Forse i tempi son cambiati, son cambiate le situazioni ma soprattutto il Leviatano è ammalato;  un cancro micidiale lo ammorba; e questo cancro sono i suoi inefficienti ed autoreferenziali burocati che si assurgono a dei.

Analizziamo una per una i sintomi dello stato malato:

Spende continuamente più soldi di quello che raccoglie, pur chiedendo tantissimo.

In situazioni normali chi paga vuole innanzitutto sapere prima quanto pagherà e per che cosa. Invece possiamo solo mettere una crocetta e delegare. Come diceva il buon Gaber questa non è libertà. Perché può permettersi di dilapidare così le risorse che prende dai cittadini? Perché pretende anche di avere il privilegio essere monopolista in moltissimi campi: istruzione, sanità, pensioni, sicurezza, difesa, giustizia. Ora non tutti i campi possono essere aperti a più operatori, pensate agli ultimi tre punti – forze di polizia , esercito, magistratura. Ma è i primi tre, e specialmente sanità e pensioni che si concentrano le maggiori spese ed anche i maggiori sprechi.

Non restituisce le tasse pagate in eccesso.

Ma soprattutto com’è possibile arrivare all’assurdo di pagare troppe tasse? Perché come nella storia del lasciapassare A38 di Asterix le gerarchie burocratiche cercano di perpetrare sè stesse producendo regolamenti sempre più cavillosi, complicazioni assurde ed inutili che rendano impossibile pagare in modo corretto le tasse.

Guardando ai precedenti c’è un qualche speranza: c’è chi sostiete che la caduta dell’Impero Romano sia stata causata prima da un inefficiente allocazione di risorse (troppo esercito) che ha provocatoun eccesso di tasse prima e l’incapacità di riscuoterle poi.

Il sonno del buon senso genera mostri burocratici.

Si indebita illimitatamente in nome e per conto dei propri rappresentati, dando come garanzia collaterale le tasse future, per generazioni.

Ora fortunatamente non tutti sono fessi e il terribile spread è lì a ricordarcelo. Ed il fantomatico mercato che calcola questo spread non è composto da mefistofelici spiriti ma da persone che in ultima analisi anche se sono dei cocainomani megalomani sanno ancora

Preleva arbitrariamente la ricchezza dei propri cittadini in caso di bisogno, senza nessun rispetto per la proprietà privata.

Arbitrariamente IMU? Chi ha detto IMU? Il comodo esproprio in comode rate trentennali.

E’ un sistema che chiede sempre più autorizzazioni per permettere ai cittadini di lavorare (burocrazia).

Ricorda di chiedere il lasciapassare A39 al posto dell’A38. Poi inventati un numero di circolare a caso ed il gioco è fatto….

Non garantisce la certezza del diritto nelle relazioni tra i propri cittadini.

Questo accade per molti motivi; mi sembra che uno dei principali sia che la magistratura è stata infiltrata per decenni da chi aveva interesse a prendere il potere per via più o meno lecita (chi ha detto rivoluzione proletaria?); quindi ci ritroviamo una magistrura piena di personaggi che invece di voler amministrare la giustizia in nome e per conto dei cittadini sovrani si ritiene una specie di razza eletta che deve paternalisticamente guidare le masse volutamente tenute ignoranti. Nel far ciò bramano sopra ogni cosa di abbattere con ogni mezzo lecito e illecito il nemico, il Goldstein di turno. E nel far ciò dissipano risorse che si potevano proficuamente usare in altro modo. E non mi riferisco solo al cavaliere di Arcore. Ci sono molti oscuri magistrati che nutruno un odio viscerale ed un malcelato disprezzo per tutti coloro che cercano di costruire qualcosa in modo indipendente, liberi dai lacci e dai lacciuoli del Leviatano che hanno eletto a loro dio. Divinità di cui loro si sentono parte.

«Chi sei tu, lurido cittadino, per infastidire un divino burocrate come ME?» Questi pensieri mi sembra di leggere negli occhi di certi magistrati.

Le ridicole riduzioni.


Leggo su Google+ quelli del SEL tutti bagnati per l’eccitazione: Boldrini e Grasso si riducono stipendio del 30% “In Parlamento si lavorerà 5 giorni su 7” – Repubblica.it »

Cazzate.
In realtà han solo annunciato che cercheranno di trovare un modo di ridurre del 30%

Grazie. Da 13mila a 9mila. POVERININI.
Ipocriti.

Portatevi lo stipendio chessò al doppio di un metalmeccanico, a cifre di  1800-2000€ al mese al posto di novemila-euro-netti-al-mese poi ne riparliamo.

Incredibilmente – e ne sono ben contento – ci sono persino persone con qualche neurone ancora funzionante che leggono quel giornale di partito che è Repubblica:

Che magnifici eroi!!! Ben il 30% di uno stipendio da supermanager, davvero un atto di democrazia. Pero a me non la vendete, la vostra moto usata. E indubbio che il M5S ha aperto il cammino, adesso è troppo facile e demagogico saltare sul carro con riduzioni ridicole, che verranno osannate da stampa & televisione di regime come l’atto supremo, lasciando nell’oblio di alcuni italioti chi sono i veri rivoluzionari del sistema compensi.
maziociccio17 minuti fa
 ….
Forse Danilo Castellano lei non lo sa ma i suoi parlamentari inclusa diaria e rimborsi vari prendono 2500 euro in meno degli altri, cioè 11.000 contro 13.500. Non è poi tutto sto gran sacrificio. Alla fin fine sti puri non sono poi così puri. Perciò fossi in lei non scaglierei tante pietre.