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Le scoregge del Vesuvio


Ovvero, Vesuvio, ti piace vincere facile? Parte II

Appena il Vesuvio tirerà una scoreggia farà migliaia di morti.

Così scrivevo quasi due anni fa, commentando questa fotovesuvio1_d0Verrà il giorno che il Vesuvio erutterà e quando lo farà provocherà oltre mezzo milione tra sfollati e morti. Non c’è da chiedersi se erutterà, solo quando lo farà. Oggi per l’appunto ne scrive 

Oggi mi sento un po’ vate e piuttosto tronfio. Ma non serve a nulla perché quelle case abusive là andrebbero buttate giù a spese di chi ci abita perché sono un costo, una perdita per tutta la collettività, per gli italici sudditi e per i cittadini campani in generale. Sarebbe opportuno coltivarli quei terreni. Altro che case abusive.

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Come ti trafiggo l’IMU con una riga


L’Enrichetto trilaterale ha ripetuto la lezione davanti alla classe riunita. Oh che gioia, o che tripudio, ha promesso di eliminare l’IMU sulla prima casa da subito.

Mi sembra una buona iniziativa. E da volpone qual’è mi sembra che abbia accuratamente evitato di dire dove risparmierà i soldi che non incasserà. Perché se togli una imposta e non sei in attivo – lo stato italione è sempre stato in passivo, in rosso – allora devi ridurre le spese.

E come fare per Diana?

Lo avevo già scritto 8 mesi fa, per eliminare del tutto l’IMU sulla prima casa basta una legge di UNA riga:

Legge n° x del 1/5/2013:

Art. 1: Le pensioni sono soggette ad un contributo di solidarietà del 100% per la quota superiore a 3000€/mese.

Tah-dah! Dieci miliardi e quattrocento ottanta milioni di Euro l’anno risparmiati.

Ma no, troppo complicato! Troppo impossibile da attuare: lo sapete chi colpisce? Colpisce la casta. Ma mica solo gli ex-parlamentari ed gli ex-senatori belli miei. Quelli sono solo qualche migliaio. Mica abbiamo cinquecentomila ex-deputati. Un provvedimento del genere colpirebbe la casta vera: i burocrati dorati, i mandarini dello stato, gli alti funzionari, i dirigenti, i magistrati. Gli stessi che circondano mellifluamente i parlamentari, li coccolano e li blandiscono per mantenere i loro privilegi.

Gli stessi burocrati che appena Monti ha provato a scalfire lievissimamente i loro privilegi con un contributo del 5-10% sugli importi mi pare oltre i 6.000€/mese subitissimo tutti i magistrati con un iter fulminante si sono affrettatissimi a dichiarare la cosa illegale, incostituzionale. Minchia, pareva una singolarità quantica.

E allora eccoli i ministeri che scaldano le loro macchine burocratiche, capaci di parorire mostri da lasciapassare A38. Basta leggere i giornali chessò Lettera43: moratorie, detrazioni esenzioni. Ma cazzo, è così difficile dire “La tassa non si applica sulla prima casa?”

C’è poi Triskel copia come suo solito Il Fatto Quotidiano, il quale come al solito si straccia le vesti perché non ci sarebbero le risorse per aiutare le famiglie povere, i senza lavoro, i miseri. Ma le risorse ci sono! Solo che come al solito i sinistri a parole dicono di voler difendere i deboli, poi nei fatti difendono solo loro stessi. O più probabilmente sono così incistati nelle burocrazie romane e i loro cervelli così ammorbati da profluvio di leggi incomprensibili che non riescono più nemmeno a concepirle soluzioni semplici ed efficaci. Forse neanche le vogliono.

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La inique esenzioni IMU: 33 parti per milione del debito.


Mi sono appena imbattuto in “IMU: pagano i cittadini. Privilegi a banche, partiti, sindacati, costruttori e Chiesa“. Per cortesia gente, attaccare il cervello prima di scrivere. Questi premi Nobel scrivono che:

Calcolando la somma di tutte le categorie che non pagano l’Imu il mancato introito nelle casse dello Stato si aggira intorno ai 67 milioni di euro. Certo non sufficienti per estinguere il debito pubblico ma si tratta comunque di una enorme fetta di denaro che potrebbe aiutare il popolo che lottando ha ottenuto qualche piccola agevolazione ma davvero magra e riguarda però soltanto l’esenzione dalla rata di giugno.

Ma davvero non si rendono conto di rendersi ridicoli a chiunque abbia più di due neuroni funzionanti? Dire che 67 milioni sono una “enorma fetta di denaro” è una pirlata pazzesca: con  l’IMU lo stato conta di incassare da 23 miliardi, che inizialmente (1) dovevano essere 21.

Oh wow. Che fetta enorme. Il  TRE PER MILLE del totale.

Certo son comunque un sacco di soldi se confrontati al reddito di un comune mortale ma spostano la questione di un niente.

L’IMU è iniqua perché è una patrimoniale che colpisce specialmente le fasce deboli e le attività produttive e quelle esenzioni la rendono se possibile ancora più iniqua.  Ma per piacere non facciamoci andare il sangue al cervello gente.

Non sufficienti per estinguere il debito? Ah, ah, ah. Siete patetici. 67 milioni contro 2000 miliardi. Imparate la matematica. Siamo quasi al livello dell’omeopatia. 33 parti per milione.

(1): ringraziate gli stronzi che al governo hanno retroattivamente cambiato i conti dei comuni, riducendogli finanziamenti già stabiliti.

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Trasformare l’IMU in anti-recessiva


Il ministro Grilli l’agosto scorso sosteneva che “La patrimoniale non appartiene al mio vocabolario – aggiunge – Il Governo, con l’Imu e i bolli sulle rendite finanziarie, ha gia’ fatto passi importanti per riequilibrare il prelievo spostandolo dal reddito allo stock di ricchezza”.
Scusate, ma cosa significa “patrimonio” se non “stock di ricchezza”?
Qui siamo al puro bis-pensiero, nella sua forma più perfetta. Ritrascriviamo la frase usando quel sinonimo: “Il Governo, con l’Imu…. ha gia’ fatto passi importanti per riequilibrare il prelievo spostandolo dal reddito al patrimonio”. Quindi no, loro non stanno mettendo una patrimoniale. L’hanno già messa.
Oltre al fatto che le patrimoniali solitamente sono delle una tantum mentre l’IMU è in pratica una patrimoniale permanente che ti “succhia” perlomeno 0,3% dei capitali che ti sono rimasti dopo aver già pagato le tasse una volta.

Il cittadino che risparmia e si compra la casa viene tassativo non una ma due volte. Una confisca in comode rate trentennali.

Perché scusate la casa non è un patrimonio, specialmente la prima casa?
E l’IMU non è una tassa sulla casa?

E allora non è forse una tassa sul patrimonio?
Esempio magistrale di bis pensiero: sostiene una cosa e l’esatto contrario nella stessa frase… il governo Monti non fa le patrimoniali (sui grandi redditi), fa le patrimoniali (sulla prima casa), così colpisce soprattutto i cittadini più deboli ….
Il dirigente di Goldman Sachs presentando l’IMU ebbe a dire che un’abitazione genera dei costi per la collettività perché necessita di trasporti, fogne, infrastrutture in genere e che questi costi van pagati.
Escludiamo il piccolo dettaglio che gran parte di “quella roba lì” si chiama “oneri di urbanizzazione” ed i costruttori già li pagano e che quindi chi compra casa già li paga inclusi nel costo della casa.
Mi sembra che ci sia un fondo di verità: ci sono davvero abitazioni che per il solo fatto di esistere o essere abitate diventano un onere per i cittadini del paese dove sorgono.
Sono le case vecchie. Non solo quelle da ristrutturare ma quelle che richiedono fiumi di gasolio e di metano per essere riscaldate, ed i cittadini si cuccano l’inquinamento.
Son quelle che appena arriva un terremotino crollano in testa a chi ci stà dentro, così i cittadini devono tenere vivo un sistema di protezione civile molto più ingente e mai sufficiente oppure devono far intervenire l’esercito.
Chiedelo agli Emiliani ed agli Abruzzesi se piacerebbe loro vivere ancora in pregevolissime abitazioni dell’ottocento.
Se lo chiedessero a me risponderei che non intendo pagare per farmi ammazzare dal terremoto il doppio o il triplo di quanto devo investire per essere salvato da una casa robusta: son fesso ma fino ad un certo punto.
Ma gli immobiliaristi vendono queste case insalubri ed insiscure a carissimo prezzo perché secondo loro sono quelle di maggior “valore”.

Sono le case vetuste ad essere un costo per i cittadini perché sono insalubri ed insicure

Gran parte del patrimonio edilizio delle regioni cisalpine ed italiane è caratterizzato da alti consumi energetici, insalubrità e scarsa resistenza alle sollecitazioni sismiche; il motivo è in ultima analisi uno solo: la gran parte degli edifici sono vecchi anzi vetusti e marci, in particolar modo i centri storici.

Come fare per ridurre celermente questa marea di abitazioni vetuste, insalubri ed insicure?
Inizialmente pensavo ad un provvedimento un po’ draconiano: ad ogni cambio di proprietario – vendita o eredità – l’abitabilità è persa se l’immobile non rispetta le normative di sicurezza sismica e quelle di risparmio energetico (la “famosa” legge 10/1991).Classi energetiche degli edificiAvete presente come i tantissimi settori legati all’edilizia si rivitalizzerebero d’un colpo? Piuttosto che veder perdere di valore e lasciare ammuffire un immobile che non può essere abitato chi vende o chi riceve in eredità avrebbe messo mano a tanti, tanti lavori di ammodernamento. Il mercato delle ristrutturazioni ripartirebbe di slancio, così come quello delle riqualificazioni energetiche. Molti immobili poi dovrebbero essere ricostruiti in modo più sicuro e economicamente efficiente perché spesso gli edifici di concezione antiquata non sono adattabili. Si darebbe una bella spinta al tsettore edile oggi molto più in crisi di altri (vedi articolo su Rischio Calcolato)
Poi mi son reso conto che messa così era un tantinello estrema… proviamo per un attimo a coniugare la necessità di migliorare il nostro patrimonio edilizio e quella dei burocrati parassiti di far cassa per continuare ad alimentare la macchina statale piena di perdite (leggi sprechi): la tassa sulla casa dovrebbe essere salata per chi ha case insicure ed insalubri e quasi nulla per gli edifici sicuri, salubri ed energeticamente efficienti.
Ora applicare una regola del genere tout-court di punto in bianco sarebbe un dramma per tutti i pensionati anziani che vivono in case anziane – direi la stragrande maggioranza; pertanto una simile regola andrebbe applicata solo in caso di affitto a terzi o cambi di proprietà, altrimenti si strozza la fascia più debole della popolazione.
Sinteticamente: la tua casa è in classe A? Bene, hai uno sconto del 50% sull’IMU! È in classe B? La paghi normalmente. È in classe G? Sprecone: +200%. Così spendere per spendere i proprietari troverebbero conveniente migliorare i propri immobili: meglio spendere soldi in una ristrutturazione per avere sconti sulle tasse che buttare via in tasse quegli stessi soldi o forse di più ed avere un immobile che vale meno.
Similmente si potrebbe fare per la resistenza al terremoto: la tua casa rispetta i requisiti del DM 14/1/2008? Bene, ti dimezzo l’IMU!   
I tuoi concittadini non si possono permettere di pagare la tua pretesa di vivere in una casa non sicura: pagati tu la protezione civile.
Poi ovviamente questa proposta è perfettibile…
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L’IMU i coglioni ed i napoletani


Pubblico solo ora  (30 agosto 2013) questa mia piccola nota di oltre un anno fa. Troppe bozze. Troppi pensieri non manifestati. Ed il Maroni forse è un pavido, o forse vuole arrivarci alla meta ed è solo moderatamente intelligente e preferisce evitare lo scontro quando sà di non aver speranze di vincerlo.

Era l’8 luglio 2012, si parlava del Bobo Maroni che aveva dovuto/voluto pagare “obtorto collo” o no, la famigerata ed ormai abolenda IMU e del fatto che incitasse a non pagarla. Lungi discorsi si potrebbero fare ma ormai poco utili. Son tornato su questo pezzo pensando al Bobo che prima di diventare ministro dell’interno aveva avuto il piacere d’incontrare il lato sbagliato degli stivali della Digos che dopo avrebbe comandato…

Continua a leggere “L’IMU i coglioni ed i napoletani”

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La complicazione è semplicità.


Continua la farsa dell’IMU, se non fosse che al posto di essere una farsa è una rapina.

Qualcuno aveva tolto le tasse sulla prima casa. L’uomo di Goldman-Sachs subito l’ha rimessa.

Qualcuno – Bersani, Berlusconi e Casini – invece ha votato la mutazione genetica di una tassa sugli immobili. Un bel lasciapassare A38 che neppure i burocrati sono in grado di pagare correttamente (fonte blog di Confindustria Il Sole 24 Ore).

Ora un adagio recita che che l’unico che non sbaglia è quello che non fa un tubo, ma qui neanche si mettono d’accordo fra agenzia delle Entrate e dipartimento delle Finanze  su come compilare il modello di richiesta del lasciapassare A38 F24. Il loro concetto di regole semplificate è proprio un bell’esempio di bispensiero e di neolingua: la complicazione è semplicità. Una semplicità che non è una moltiplica ed un paio di sottrazioni ma si incarna in una una circolare di 64 pagine, in una cinquantina di slide (nel file “Imu-semplice”) che si aggiungono a tutte le millemila istruzioni precedenti sul modello di versamento F24.

Questi burocrati non riescono a concepire concetti semplici neppure quando vogliono: il motivo della loro stessa esistenza è – anche se non se ne sono pienamente coscienti – rendere la vita complicata a chi lavora e produce veramente; pertanto non mi stupisco affatto che non siano riusciti a dare risposta alla semplice domanda: “voglio pagare l’acconto sulla prima casa a rate: devo indicarlo nell’F24?” Nessuno lo sa; giubila l’ufficio complicazioni affari semplici, godono i burocrati gli strozzini di (in)Equitalia che hanno un’arma interpretativa più per multare il cittadino che non riesce ad essere onesto perché le regole sembrano essere state redatte apposta in modo fumoso per rendere impossibile una corretta dichiarazione.

Dichiarazione che non dovrebbe neppure servire perché una pubblica amministrazione degna di questo nome dovrebbe conoscere vita e morte del contribuente, dovrebbe essere il burocrate a dirti quanto pagare! Quanta gente mi dice “perché non mi dicono quanto devo pagare? Lo sapete che casa ho, lo sapete in quanti siamo. Mandami un bollettino a casa!”

Ma allora come farebbero a multarti, come farebbero a considerarti evasore?

Se fosse il comune a mandare i bollettini dell’IMU come farebbero ad instillare nei cittadini il dubbio invidioso che il vicino di casa è un evasore? In questo modo una tassa che da comunale è stata mutata di fatto in statale viene usata come l’ennesima arma di controllo del cittadino che al posto di vedere nelle inefficienze di uno stato obeso e fannullone uno dei tanti difetti che ci affliggono pensa che il problema sia il suo concittadino che oVVove, evade le tasse.

 

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Semplice ma non semplicistico


Ogni cosa dovrebbe essere resa il più semplice possibile, ma non semplicistica.
“Make things as simple as possible, but not simpler.”
Citazione attribuita ad Albert Einstein

Albert Einstein. «Se non lo sai spiegare semplicemente, non l’hai capito abbastanza bene».

Tutta l’architettura contributivo-fiscale di questo stato è basata su leggi, regolamenti attuati, normative, tutti troppo complicati e che spesso si contraddicono l’un l’altro accavallandosi in un groviglio buracratico che rende la vita impossibile perfino a chi se ne occupa professionalmente (i commercialisti).

Abbiamo bisogno di leggi semplici ma non semplicistiche. Purtroppo rendere le cose semplici ma non semplicistiche è sempre piuttosto difficile, richiede spesso una comprensione profonda della questione trattata; è molto più facile rendere le cose complesse e complicate piuttosto che togliere tutti i fronzoli lasciando la cosa snella, funzionale ed efficiente.

Abbiamo troppa burocrazia. E l’arma della burocrazia è la complessità che rende tutto difficile, che ti rende sempre suscettibile di multe, di sanzioni. Gandalf ne L’arte difficile della semplicità ed ne La stupidità della burocrazia ben lo spiega.

Prendere l’IMU. Chi l’ha ideata aveva concepito l’IMU come imposta sulle seconde case che doveva andare tutta ai comuni. Semplice, lineare. Poi è arrivato l’uomo del Monte di Goldman Sachs ed ha deciso

  • di trasformare i comuni nei gabellieri dello sceriffo di Nottingham e del principe Giovanni stato,
  • che il potere centrale pretendeva da una tassa che si dice “comunale” almeno la metà del suo gettito potenziale massimo, ovvero che se anche il comune decideva di abbassare le aliquote la parte centralista resta fissa,
  • che deve essere il cittadino a calcolare quanto versare al comune e quanto allo stato (nell’F24)
  • che forse si paga tutta subito, anzi no, anzi ì, in due, tre volte eccetera.

Se non è burocrazia da “lasciapassare A38” questa non saprei proprio come definirla!

Oltre ad essere dei pressapochisti sacerdoti voo-doo – perché l’economia non è una scienza – sanno essere dei campioni di burocrazia. E la cosa non dovrebbe stupire perché  l’arma del burocrate è l’inutile complessità.

Quando ci decideremo a denunciare il signor monte ed il presidente napoletano per alto tradimento e cospirazione contro il sovrano ossia i cittadini?