Pubblicato in: Complottismo

La causa della crisi alimentare


Resoconto di Draghi del suo colloquio con Putin.

Oggetto: CRISI ALIMENTARE E BLOCCO DEL GRANO 🌾

Draghi: “Il Presidente Putin mi ha detto che i porti sono bloccati perché sono stati minati dagli ucraini. Naturalmente sono stati minati per impedire alle navi russe di attaccare l’Ucraina.”

Traduzione: LE NAVI UCRAINE LE HA BLOCCATE ZELENSKY

Draghi: “Putin ha detto detto che la crisi alimentare è colpa delle sanzioni perché la Russia non può esportare il grano; e che se le sanzioni le fossero tolte, la Russia potrebbe esportare tutto il grano che vuole. Naturalmente ci sono le sanzioni perché la Russia ha attaccato l’Ucraina…”

Traduzione: IL GRANO LO STIAMO BLOCCANDO NOI

Grazie a Vik Manduca per averlo condiviso su FB.

Pubblicato in: Complottismo, Facce da gluteo

Inserire elementi di realtà


Avrete sentito dire che l’ Europa dipende per il 40% del gas, dalla Russia. E che Zelensky maledice gli europei perché comprando gas dai russi , finanziano le bombe che poi piovono sul suo povero popolo.

La cosa sarebbe credibile se Zelensky non avesse la possibilità materiale di chiudere il rubinetto. La mappa mostra chiaramente una cosa: se escludiamo il nord stream, quasi tutti i gasdotti per il centro Europa, passano per l’Ucraina e se andiamo più nel dettaglio, scopriamo che la situazione e’ ancora più favorevole a Zelensky.
Se Zelenski accusa l’ Europa di finanziare i russi col gas, perché semplicemente non manda qualcuno a far saltare questi gasdotti?

Potrebbe essere una minaccia importante, per la Russia. Se è vero che l’economia russa collasserebbe qualora non riuscissero a vendere altro gas, e se è vero che è l’unica strategia capace di piegare la Russia, cosa aspetta Zelensky a far saltare quei gasdotti?

Se andiamo ad investigare un attimo, scopriamo che questi gasdotti non sono lì gratis: a quanto pare, gli Ukraini sono pagati per farli passare di lì, e la Russia sta continuando a pagare l’affitto agli Ukraini.

La cosa comincia a cambiare , vero? Basta inserire elementi di realtà nella narrativa, e… puf.

Federico Busetto su FB
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La rivoluzione nella mente di Putin – European Council on Foreign Relations


Mosca sta rivedendo le regole ideologiche, geopolitiche ed economiche

Sorgente: La rivoluzione nella mente di Putin – European Council on Foreign Relations

La rivoluzione nella mente di Putin

Mosca sta rivedendo le regole ideologiche, geopolitiche ed economiche

Putin affronta l’utilitarismo occidentale con un ritrovato fervore ideologico. Nelle 24 ore antecedenti la caduta di Yanukovich, Putin stava considerando due opzioni, secondo quanto riportato da un’agenzia politica. La prima era la nomina del presidente ucraino come capo di un “governo legittimo in esilio “, nella città orientale di Kharkiv. La seconda era l’annessione della Crimea.
Putin ha sfruttato il potenziale del nazionalismo etnico in Crimea. Era consapevole della propria potenza e temeva che, se non avesse agito, qualcun altro lo avrebbe fatto al suo posto. Una volta riconquistata la Crimea, Putin è diventato prigioniero di quel fervore nazionalista, da cui lui stesso aveva tratto beneficio. E adesso deve rispondere alle aspettative che ha messo in moto. Quella che è iniziata come una strategia per assicurare la propria sopravvivenza politica si è trasformata in una missione che garantirà a Putin il posto nella storia della Russia.
La nuova ideologia di Putin cerca di coniugare il nazionalismo etnico con un progetto neo – imperiale volto alla costruzione di un’” Unione Eurasiatica”. Il risultato è una combinazione esplosiva che ha permesso al regime di Putin, precedentemente in costante declino in quanto a popolarità, di cavalcare l’onda della mobilitazione di massa.
Uno dei sondaggisti con cui ho parlato ritiene che l’unico parallelismo storico con la situazione odierna sia la guerra in Cecenia, lanciata da Putin poco dopo essere diventato presidente nel 2000.

 

Putin nutre una fede rivoluzionaria nel proprio mandato. In particolare, non crede che gli eventi storici accadano da sé, bensì che le gli uomini siano gli attori degli eventi. Per questo Putin sospetta che dietro le proteste che hanno portato al ribaltamento di Yanukovich, ci sia lo zampino dell’Occidente.

 

Putin farà il possibile affinché le elezioni ucraine del prossimo 25 Maggio vengano considerate illegittime. “Attendiamo di vedere lo spirito di Maidan nell’est dell’Ucraina” ha dichiarato con sarcasmo un agente del Cremlino, sottintendendo che la Russia organizzerà diversi movimenti di protesta popolare per creare confusione nel paese. L’agente spiega che l’esperienza negativa nelle trattative con Yanukovich ha reso Putin diffidente nel trattare con gli interlocutori locali, quindi la Russia organizzerà le proteste autonomamente. Putin non si fida dei leader politici locali per proteggere gli interessi russi. Tale sfiducia spiega la sua scelta di far pressioni per un dialogo con l’Occidente a Ginevra. Per il Cremlino, lo scopo di queste trattative non è la stabilizzazione della Crimea, ma la sua disgregazione, o violentemente attraverso le proteste o pacificamente attraverso i negoziati per la creazione di uno stato federalizzato.

La recente escalation nella parte orientale dell’Ucraina non necessariamente porterà ad una annessione. Putin preferirebbe che fosse l’Occidente a pagare per evitare il collasso economico dell’Ucraina. Così facendo Putin potrebbe continuare a tenere sotto scacco il governo di Kiev, proiettando l’Ucraina verso il fallimento, come accadde in Bosnia.

 

 

Putin sta usando la propria imprevedibilità per aumentare l’influenza sull’Occidente. E’ a conoscenza di ciò che i paesi occidentali faranno per fermarlo (per essere più precisi, sa quello che non faranno) . Nessuno degli analisti con cui ho parlato a Mosca aveva previsto l’annessione della Crimea. Dopo essere stati spiazzati dagli eventi, sono cauti nelle porre dei limiti alle prossime mosse di Putin, in Ucraina, in Moldova, in Georgia o in qualsiasi altra parte del mondo post-sovietico. Come un consigliere di politica estera ha osservato nel mondo di oggi,” le eccezioni sono diventate la regola”. L’ordine in politica estera è stato distrutto dagli eventi in Kosovo, Iraq e   Crimea.
Putin ha condotto una politica interna altrettanto incerta. Un accademico, incaricato lo scorso anno di preparare un discorso per il primo ministro Dmitry Medvedev è stato, in un caso non collegato, interrogato dall’Ufficio di Pubblica Sicurezza. “Una volta,” ha detto, “tu sapevi dove ti collocavi. O eri in linea con il regime o venivi interrogato. Adesso nessuno sa in quale posizione collocarsi”. Putin ha introdotto nel linguaggio comune espressioni come “agenti stranieri ” o “quinta colonna” per rendere illegittima l’élite intellettuale che si pronuncia in maniera scettica verso il suo regime. La frase favorita al Cremlino al momento è “caos gestibile.” Putin è andato molto oltre rispetto alla stabilità della sua ” democrazia gestita “.

 

Putin sta cercando di rispondere al tentativo occidentale di contenere il costo della crisi ucraina attraverso l’etica nazionale del sacrificio. Gli economisti russi discutono delle sanzioni occidentali con altezzosità, mettendo in evidenza che nel breve periodo la svalutazione della moneta, la sostituzione delle importazioni e l’aumento dei consumi di matrice “patriottica” stimoleranno l’economia. Nel lungo periodo, le sanzioni potrebbero costringere la Russia ad andare oltre un’economia basata sul carbone, spostando il perno dall’eccessivo affidamento sull’occidente allo sviluppo dei mercati asiatici, svalutando il rublo e adottando misure per re-industrializzare l’economia.

Politici molti vicini all’ambiente del Cremlino credono che se gli Stati Uniti dovessero spingere la Russia fuori dall’economia globale, i BRICS reagirebbero alleandosi con Mosca. Un simpatizzante del Cremlino ha detto che gli Stati Uniti e l’Europa non parlano più a nome della comunità internazionale. ” La comunità internazionale non è più identificabile con l’Occidente”, ha detto.

Politici combattivi sostengono la tesi della “modernizzazione contro l’Occidente” sulla scia delle politiche propagandistiche russe degli anni ’30.

Mosca si sta preparando per un confronto di lunga durata con l’Occidente. Dopo anni di difesa dello status quo, Putin sembra aver deciso che è più utile un ribaltamento dell’equilibrio. La Russia ha un talento per le rivoluzioni. E’ stata scossa dal cambiamento politico nel 1905, nel 1917 e di nuovo nel 1991. Ma, mentre le rivoluzioni precedenti cambiarono la guida del paese, la rivoluzione di Putin mira a correggere l’ordine intorno a lui.

Pubblicato in: Facce da gluteo

Un’altra di Saviano


Grande Gilberto Trombetta è nella mia lista di amici. Grandissimo

Saviano l’ha fatta talmente grossa, e ha sollevato un tale casino, attribuendo ai russi la foto risalente al 2015 di un bimbo vittima di una bomba ucraina inesplosa, che manco Facebook ha potuto fare finta che non fosse una bufala. (via IG)

Grazie a Dio pare che ora sia al sicuro.