Pubblicato in: Uncategorized

Sbannatevi col Fediverse!

Un breve messaggio per chi viene ripetutamente bannato da Facebook o Twitter

Fatevi un vostro nodo sulla rete sociale libera, ossia con Mastodon o GNU Social o Pleroma e altre, informalmente e collettivamente etichettate Fediverse

Se non ne avete le competenze tecniche andate su https://joinmastodon.org/

Certo l’ideale per essere sicuri di non essere bannati è farsi il proprio server, preferibilmente in una giurisdizione che protegge la privacy e i diritti umani come quella svizzer ma è al di là delle capacità della stragrande maggioranza.

Aggiornamento: alla fine mi sono iscritto su mastodon.uno. Mi trovate per ora come @rpallavicini@mastodon.uno. Per ora perché con mio sommo disappunto ho scoperto che le mie idee non piacciono ai gestori di mastodon.uno

Secondo aggiornamento: credo che qualcuno dei miei 6 lettori potrebbe trovarsi a suo agio su https://liberdon.com/about

Terzo aggiornamento: alfin quei simpaticoni di mastodon.uno mi bannarano. Senza neanche uno straccio di avviso, perché ricevettero tre, non trenta, dico tre segnalazioni per il mio articolo del 1° luglio «Non funzionano». Con questa laconica mail:

Neanche un avviso, nemmeno un “cancellalo perché è una cretinata”.

Beh, mi aveva avvisato DG. Ben mi sta. In questi giorni son ciapatissimo, magari durante le ferie metterò davvero in piedi un’istanza dentro a TOR. Oppure mi iscriverò su liberdom dove sembrano meno nazisti.

Avrei violato la loro definizione di bufala (feicnius). Poveri ignoranti. Certo molte idee si son rivelate scemenze. Ma altre, tipo che tutti gli uomini sono uguali fino a pochissimi decenni fa erano considerate bufale. Anzi, erano proprio reato.

Sinistri, sinistrati e sinistroidi:

Fake news e disinformazione

Fake news e disinformazione sono problemi sempre più presenti sul web. Le persone, sempre più sfiduciate nei confronti di istituzioni e informazione condotta dal giornalismo professionale, scosse dalla discrepanza tra realtà quotidianamente vissuta e grandi annunci dei media, si sono rifugiate nel buco nero delle teorie paranoidi e spiegazioni cospirazioniste. Questa lettura della realtà, forse adottata in buona fede e con funzione consolatoria, rischia talvolta di avere conseguenze concrete nella vita o sulla sicurezza delle persone. D’altra parte, le persone rischiano di farsi strumentalizzare per finalità politiche o di potere che vanno al dilà dei contenuti che di volta in volta vengono discussi. Inoltre questo fenomeno ha dato il via alla legittimazione delle velleità di censura sul web da parte di isitituzioni governative o statali delle opinioni legittimamente dissonanti, con il pretesto della tutela dei cittadini dalle fake news.

Come scovare la disinformazione o la cattiva informazione? E’ molto difficile, le falsità sono spesso così verosimili o ben congegnate da indurre in errore anche i più esperti e smaliziati, giornalisti inclusi. Le fake news si diffondono molto velocemente (si calcola che vengano condivise 6 volte più velocemente delle notizie vere) anche a causa dell’analfabetsismo digitale, ovvero l’impreparazione delle persone nel fronteggiare questo fenomeno. Il giornalismo professionale di questi ultimi anni non si è rivelato un antidoto contro le frottole, ma una parte del problema, dato che, inseguendo i ritmi dei social network, ingigantisce presunte notizie senza alcun processo di verifica preventiva, per non parlare della propaganda deliberata.

In questa istanza non sono ben accetti utenti principalmente impegnati in tutte quelle attività che hanno l’effetto (desiderato o meno) di mettere in discussione in modo fuorviante e aneddotico comportamenti e/o fatti assodati. Ad esempio non sono ben accetti: diffusione di verità dubbie o alternative, falsità, prove aneddotiche, false citazioni, false conferme o citazioni circolari, contenuti che provocano shock, teorie cospirative, trame oscure, disinformazione, sensazionalismo, propaganda, dicerie, bufale, leggende urbane, pseudoscienza.

E’ una regola basilare quella di non pubblicare contenuti inesatti, imprecisi o falsi. Quando si condivide un’informazione è importante essere certi del grado di veridicità ed è buona norma citare la fonte della notizia. Il fenomeno delle bufale trova infatti il suo ossigeno proprio nella condivisione selvaggia di una notizia priva di fondamento da parte di utenti che si lasciano colpire emotivamente senza farsi troppe domande, oppure sono troppo pigri per verificare, anche solo cercando velocemente sui motori di ricerca.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

20 pensieri riguardo “Sbannatevi col Fediverse!

    1. il problema è che queste cose sono, come sempre nel mondo “open”, comicamente frammentate: hai un solo twitter, un solo instagram, un solo facebook, ma pornomila servizi “alternativi”, per cui, tu sei su sbranz, io sono su strunz, e chi vuole seguire entrambi si trova due servizi altresì pieni di minchiate, nonché non particolarmente comodi da usare – il risultato finale è che, eventualmente, il pubblico si disperde per fatica.

      poi, ovviamente, c’è il fatto che sui vari social, ogni utente ha tipo centinaia, se non migliaia di “amici”. quindi se condivide una storia, la vedono automaticamente in molte centinaia. sulle varie centinaia, se anche solo una decina la ri-condivide, in un attimo hai raggiunto le decine di migliaia. è una cosa completamente impossibile con i mezzi tradizionali, lasciamo perdere con le varie pippe del “federverse”.

      "Mi piace"

      1. Dai un occhio a https://buseca.wordpress.com/2020/09/06/a-quick-guide-to-the-free-network/ sembra che stiano convergendo tutti verso il protocollo ActivityPub.
        Quindi ci saranno sì dieci implementazioni (Gnu Social, Mastodon, Hubzilla, Friendica, Pleroma, PostActiv, SocialHome, Diaspora, Nextcloud, Pump.io) che però si parleranno tra di loro.
        Ognuna sarà più adatta ad un particolare “target”, presempio Pleroma per chi lo carica su Raspberry, Mastodon per chi punta ad avere tanti utenti. Nextcloud sarà più “business oriented” perché fa anche un po’ di altre cose.
        Perlomeno, io l’ho capica così

        "Mi piace"

        1. Non mi pare che sia un problema. Server tuo, regole tue.
          Se i nazi son così pirla da andare a tramare su server di altri sono anche un filo arazzi loro.
          Se uno non vuole interagire con il server taldeitali perché è nazista non è un problema. Rispecchia la vita reale, direi. O meglio il variegato intricarsi dei rapporti nel reale. 🙂

          "Mi piace"

          1. il problema è che i sistemi federati funzionano se tutti collaborano. altrimenti tanto vale prendersi una pagina web in merdistan a tre pizze de fango l’anno e metterci su il blog.

            "Mi piace"

          1. perché come sempre i paladini di stocazzo non tengono presente che ci sono un sacco di modi per censurare qualcuno – il grande firewall della cina, tanto per fare un nome.

            "Mi piace"

  1. già che non hai un milione di seguaci (perché, altrimenti, rischieresti di trovarti la connessione di casa oberata), ti compri un computerino tipo raspberry pi, beagleboard, o robe simili, ti metti il tuo webserver dentro ad un hidden service di tor, e non ti ferma più nemmeno il gran muro di fuoco della cina.

    "Mi piace"

    1. Quasi già fatto, baby… Qui troverai il mio nodo Fediverse http://hojtsopul3kxs2wdi4nluy47cnqcv77iv4dqrgges5nv4vjboqkw6cqd.onion/
      E sto anche mettendo in piedi una copia di buseca http://jkl2ry35gkmy77nx7hqinzkte57l3ry4ox2offvkkoww3xfr4x2tkaqd.onion/
      Pleroma l’avevo già acceso ma sto rifacendo tutto da zero perché la prima volta ero partito senza “rinchiuderlo” del tutto dentro a TOR.
      E se mai arrivassi ad un milione di seguaci, sto iniziando a cercare hosting pagabili con Monero

      "Mi piace"

    2. Ma la cosa degli onion services è che posso spostarli dove voglio. Mica sono obbligato a tenerli sul raspberry di casa… vero, i serverini in cloud costano poco ma non danno sicurezza ma… come farebbero a rintracciare il nodo di partenza? Oh, certo, se pesti i calli alla NSA loro riescono. Ma dubito diventerò mai una preda da NSA 🙂
      Inoltre chi ti garantisce che quei due siti onion siano a casa mia o su qualsiasi altro host in giro per il mondo?

      "Mi piace"

      1. se non fai errori di configurazione è sostanzialmente impossibile trovare il nodo in cui sta un hidden service “da fuori”. tant’è che in tutti i casi in cui è stato necessario, alla fine è stato attaccato l’umano (tramite ingegneria sociale e/o altri trucchi) e non la macchina. per cui puoi tenertelo in casa. potresti pure metterlo su un server affittato in maniera assolutamente normale(*). non fa nessuna differenza. l’unico problema di tenerselo in casa, è che tor consuma una notevole quantità di banda, anche per garantire che non si possa ricondurre una specifica figura di traffico ad una specifica figura d’accesso.

        (*) ovviamente, possono TROVARLO sulla macchina in questione ispezionandola direttamente perché il cloud sono semplicemente i computer di qualcun altro.

        "Mi piace"

        1. Certo possono trovarlo. Ma devono sapere in quale macchina cercare. Ed ahimè non sarebbe nemmeno così complicato, basta cercare il binario di tor sul filesystem. Con gli attuali sistemi di virtualizzazione credo si possa fare anche “a caldo”.

          "Mi piace"

        2. Gli errori di configurazione sarebbero anche “ci metto su wordpress e via”, che quello chiama casa senza passar per TOR.
          L’unica soluzione veramente sicura è servire un sito statico. Ma accipuffa i vari importatori di Hugo, Pelican et similia si incartano tutti prima o poi quando provano a digerire gli archivi esportati da WordPress

          "Mi piace"

          1. principalmente bisogna fare attenzione ai vari cms che danno via nomi di macchina / indirizzi ip. nel 2021 sembra strano, ma succede ancora un sacco. poi tutti i software strani, i servizi “federati”, chat, sistemi di commento e tutte quelle balle che non sai a chi si connettono e come, andrebbero imprigionati in una macchina virtuale che ha una finta rete che esce al tor sulla macchina reale. ma dipende da quanto sei paranoico.

            "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.