A Torino hanno tentato di saccheggiare il Foot Locker di via Roma. A Milano sono riusciti a entrare nello stesso negozio, sfondando le vetrine e portando via merce. Due episodi avvenuti ieri, 17 ottobre, durante le manifestazioni contro il carovita, finite con scontri e devastazioni.
A Torino, come mostra la foto, un gruppo di giovani incappucciati ha preso d’assalto il punto vendita di scarpe e abbigliamento sportivo. La serranda è stata abbassata e il gruppo respinto, ma non prima che alcuni riuscissero, secondo le prime ricostruzioni, a sottrarre della merce. A Milano l’assalto è stato più violento: vetrine distrutte a colpi di mazza e negozio saccheggiato.
Chi sono questi ragazzi? Secondo fonti investigative, tra i gruppi infiltratisi nel corteo torinese ci sarebbero soprattutto giovani tra i 15 e i 20 anni, molti di seconda generazione, provenienti da Barriera di Milano e Aurora. Un quadro ancora da accertare per quanto riguarda le responsabilità individuali. Dei dodici fermati dalla polizia, dieci sono minorenni.
La scelta dei negozi presi di mira richiama anche un fenomeno culturale. Sneakers Nike, scarpe TN, tute e magliette firmate sono diventate simboli di riconoscimento e appartenenza in alcune culture giovanili di periferia. La trap, i social e i modelli dello streetwear hanno contribuito a diffondere il valore attribuito a questi marchi.
Una ricerca dedicata proprio alla scena trap di Barriera di Milano ha analizzato il rapporto tra giovani di seconda generazione, identità, marginalità e modelli culturali internazionali. Questo contesto aiuta a comprendere l’attrazione per determinati prodotti, ma non dimostra che sia stato il movente degli assalti.
Resta il dato di cronaca: una manifestazione organizzata per protestare contro il costo della vita è stata sfruttata da gruppi che hanno attaccato le forze dell’ordine e preso di mira attività commerciali.
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Se prendi a mattonate la vetrina del negozio di una persona che si alza alle 5 del mattino per pagare il mutuo di casa e sfamare i propri figli, non sei un rivoluzionario, sei un pezzo di merda.
Lo stato, sì, quello che io sprezzantemente storpio in sDado, ha un ruolo. Io credo che dovrebbe essere minimo e che si debba occupare solo e soltanto di fare bene quattro cose
Polizia: protezione dei cittadini contro la violenza, il furto e la frode interni.
Esercito: difesa del territorio nazionale dalle aggressioni straniere.
Giustizia: amministrazione delle corti per risolvere i conflitti privati e far rispettare i contratti.
Garanzia della proprietà: tutela del diritto di proprietà privata e del libero scambio.
Qualsiasi estensione di queste funzioni (come l’istruzione, la sanità o la redistribuzione del reddito) è considerata ingiustificata e coercitiva.
Il Minarchismo (o Stato minimo) è una teoria politica che riduce le funzioni statali ai soli servizi essenziali per la tutela dei diritti individuali. Secondo la filosofia classica di Ayn Rand e Robert Nozick, le 4 funzioni fondamentali dello Stato minimo sono:
A dirla tutta io tendo ad includere nel compito n. 4 anche battere moneta, cosa che l’italica mafia governativa ha allegramente delegato alla più potente mafia neuropea, o meglio alla Bicciè.
L’UE ha deciso che le abitazioni appartengono allo stato.
Il 9 settembre la Commissione ha presentato l’Affordable Housing Act.
Si parla soprattutto di Airbnb e affitti brevi, ma leggendo il testo emerge qualcosa di molto più ampio: il regolamento riguarda anche possibili restrizioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili che non vengono destinati ad abitazione principale.
Nelle cosiddette “aree sotto stress abitativo”, Comuni e altre autorità potranno intervenire non soltanto sugli affitti turistici, ma anche sulle seconde case e sugli immobili lasciati inutilizzati.
La stessa Commissione cita tra le misure possibili restrizioni all’uso non primario delle abitazioni, obblighi sulla destinazione dell’immobile e perfino strumenti per riservare determinate abitazioni a specifiche categorie di acquirenti.
In poche parole, l’UE ha preparato il quadro normativo entro cui stati nazionali, regioni e comuni potranno intervenire per regolamentare l’uso delle abitazioni private.
Il principio della proprietà privata per cui l’abitazione è tua e ne fai ciò che vuoi entro i limiti imposti dalla legge è totalmente invertito: ora l’abitazione è tua, ma puoi farne solo ciò che decide la legge.
Una casa acquistata con i propri risparmi non è una concessione dello Stato. Un proprietario dovrebbe poter decidere se abitarla, affittarla, utilizzarla saltuariamente o lasciarla momentaneamente vuota.
Ma la cosa divertente è un’altra.
La stessa Commissione riconosce che la vera causa strutturale della crisi abitativa è l’insufficiente offerta di abitazioni: secondo le sue stime, in Europa bisognerebbe costruire circa 650.000 case in più ogni anno.
E perché non lo facciamo?
Perché costruire è difficile, lento, richiede miriadi di autorizzazioni, e puoi essere bloccato in ogni momento da uno dei millemila enti e uffici che si occupano di vigilare.
Limitare ciò che i proprietari possono fare con le case già esistenti è molto più semplice, a breve termine funziona e risponde alle esigenze di lobbisti (i veri proprietari di Bruxelles) e dell’elettorato sempre più orientato ai princìpi del comunismo sovietico.
La crisi abitativa si affronta in un solo modo: aumentando l’offerta, liberalizzando l’edilizia, e riducendo burocrazia e tempi autorizzativi.
Non certo trasformando progressivamente il proprietario nel semplice custode di un bene il cui utilizzo viene deciso dalla politica.
Uscire dall’UE è ormai imperativo se si vogliono perseguire politiche di libero mercato, basate sul buon senso e su quei fattori che hanno reso il mondo occidentale un posto dove tutti vorrebbero vivere.
SI DICE CHE IL 19 OTTOBRE 2026 IL MONDO SI TROVERÀ A AFFRONTARE UN’INTERRUZIONE DI CORRENTE DI NOVE GIORNI, PRESUNTAMENTE LEGATA ALL’AGENDA 2030, SENZA ALCUN PREAVVISO.
Una teoria virale che circola online sostiene che un blackout mondiale potrebbe iniziare il 19 ottobre 2026, lasciando il pianeta senza elettricità per nove giorni consecutivi.
Questa speculazione è stata collegata all’Agenda 2030, e alcuni ipotizzano che l’evento si verificherebbe senza alcun preavviso.
Tuttavia, non esistono prove credibili a sostegno di queste affermazioni e nessun annuncio ufficiale ha confermato un simile evento.
Cinque anni fa è stata scritta la pagina più buia della storia repubblicana. Uno stupro contro la democrazia, contro la scienza, contro il diritto e contro i corpi delle persone. Sulla base di una menzogna si vincolò il primo diritto sancito dalla Costituzione alla somministrazione di un farmaco non sufficientemente testato e perciò pericoloso. I poteri dello Stato, compreso quello dell’informazione, si allinearono come ottusi soldati alle violente falsità di un banchiere guerrafondaio che aveva già provveduto a svendere i gioielli pubblici che le generazioni dei nostri padri si erano conquistati con lotte e sudore. Chi non ha accettato quella umiliazione, chi ha continuato a guardare la realtà con i propri occhi senza piegare la coscienza, non potrà mai dimenticare!
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