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Spesa Istruzione, Italia al 30° posto in Europa


sceltalibera

Non solo spendiamo poco, quel poco lo spendiamo pure male!

comunicato WeWorld Onlus – L’Italia è tra i paesi europei che ha diminuito maggiormente i propri investimenti in istruzione. È quanto emerge dal brief report “La scuola non chiude” che WeWorld – Organizzazione non Governativa che da oltre vent’anni si occupa di difendere i diritti di bambini, bambine e donne a rischio in Italia e nel Sud del Mondo – pubblica oggi in occasione dell’ultimo giorno di scuola.

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Due pesi due misure

Violenze ignorate


Donne che subiscono violenza.

No, non mi riferisco a star più o meno note che partecipano a questa gara di memoria, in corso da oltre un mese, avente per oggetto molestie di vario tipo subite a opera di produttori e/o registi dal secondo Dopoguerra in poi.

Mi riferisco alle ragazze nigeriane ostaggio di Boko Haram, costrette a soddisfare oggi i militanti jihadisti che le rapiscono dai villaggi e le detengono come schiave.

O alle madri che, vivendo oggi nei Paesi nei quali la Costituzione coincide con la sharia, patiscono una condizione di vita da minorate.

O alle donne che, pur risiedendo in Stati europei e occidentali, sono ristrette a quotidiana subordinazione in comunità di fatto extraterritoriali, pur se la legge ufficiale non è il Corano e a parole dovrebbe proteggerle.

O alle pakistane di fede cristiana costrette a nascondersi per non incappare nella legge sulla blasfemia e fare la fine di Asia Bibi.

Mi riferisco, cioè, alla violenza che mentre tu stai leggendo riguarda giovani e meno giovani, è crudele e reale, e per questo meriterebbe quella prima pagina o quel titolo di tg invece ossessivamente dedicati ai presunti palpeggiamenti denunciati ora, ma risalenti a un quarto di secolo fa, di un’altra Asia e di tante sue colleghe.

Rispetto per la donna? Quando sentiremo parlare un po’ di più della violenza praticata in questo momento contro chi non sfila né mai sfilerà sul red carpet.

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Sottomessi e sanguinari

Dawa: Spargere i semi dell’odio


  • Il fine ultimo di stabilire uno stato islamico negli Stati Uniti non potrebbe essere più chiaro. La pretesa di occuparsi della “diversità” e della “inclusione” che l’ICNA mostra sul suo sito web pubblico non può essere definita come nient’altro che un tentativo di dissimulazione, così come l’obiettivo dichiarato di “stabilire un luogo per l’Islam in America”.
  • Se la leadership occidentale non è in grado di comprendere il pericolo costituito da organizzazioni come la Tablighi Jamaat, l’iERA e l’ICNA e, secondo i detrattori, da altre come il CAIR e l’ISNA – e tanto meno fare qualcosa a riguardo, anziché essere incessantemente ossessionata dalla “islamofobia” – Qaradawi potrebbe avere ragione.

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Notizie buonine

0€


 

Anche su Google+ c’è vita intelligente:
Questa ragazza si chiama Giulia Giro e ha un panificio a Motta di Livenza insieme alla mamma Cristina Sandre. La mamma ha avuto l’idea – ma lei ammette: “Ho copiato un collega di Verona” – di non buttar via il pane avanzato e di metterlo a disposizione dei bisognosi alle 19. Ieri sera lo ha fatto per la prima volta ed è stato un successo: in due ore il pane è finito. La prima persona ad arrivare è stata la mamma di due bambini.

Lodevolissima l’iniziativa. Mi chiedo: visto che sicuramente qualche zelante ed odioso mandarino troverà il cavillo per multare costei ed accusarla di affamare lo sDado non potrebbe aggirare l’ostacolo emettendo scontrino fiscali da 0€? O magari da 1¢€?

Facce da gluteo

Millesettecentrotrenta furbi.


Solo una cosa ci tengo a rimarcare: erano tremilaquattrocento genitori stronzi che NON erano in difficoltà economiche.

Montevarchi, «pane e olio ai bimbi che non pagano la mensa». E i «morosi» passano da 1738 a 8

La giunta di centrodestra ha deciso questa misura (che ha fatto scattare le polemiche). La sindaca: «Erano famiglie non in difficoltà economiche. E nessun bambino è rimasto e rimarrà senza mangiare»

Dare da mangiare ad otto bambini veramente bisognosi è doveroso. Tollerare tremilaquattrocento furbetti è stupido. Non solo stupido. È un oltraggio a chi è bisognoso veramente.

Poi magari non sono 8 ma 28 o 58. Ma sempre un numero gestibile.

Poi ci sarebbe anche la questione di permettere di portarsi il pranzo da casa. Vietare di portarsi il pranzo da casa è una barbarie, a mio modo di vedere. Perché prepararsi il pasto a casa costa molto molto meno della mensa. Si è sempre fatto e nessuno si sentiva povero nel farlo.