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Sbannatevi col Fediverse!


Un breve messaggio per chi viene ripetutamente bannato da Facebook o Twitter

Fatevi un vostro nodo sulla rete sociale libera, ossia con Mastodon o GNU Social o Pleroma e altre, informalmente e collettivamente etichettate Fediverse

Se non ne avete le competenze tecniche andate su https://mastodon.uno/ oppure su https://joinmastodon.org/

Certo l’ideale per essere sicuri di non essere bannati è farsi il proprio server, preferibilmente in una giurisdizione che protegge la privacy e i diritti umani come quella svizzer ma è al di là delle capacità della stragrande maggioranza

Pubblicato in: Bel Paese di merda, La pianura che non deve essere nominata, Le tasse sono una cosa bellissima, leviatano

La distribuzione della spesa pubblica per macroregioni | Università Cattolica del Sacro Cuore


La distribuzione della spesa pubblica per macroregioni | Università Cattolica del Sacro Cuore

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Pubblicato in: Sottomessi e sanguinari

Una piccola prece


Avrei una piccola richiesta per i miei quattro lettori: un tale ha iniziato a spargere quelle che ritengo falsità sotto forma di commenti nell’articolo «In islam le donne sono oggetti». Mi fareste la cortesia di aiutarmi a confutare le sue scempiaggini maomettane? Ma in punta di citazioni bibliche o con ragionamenti forbiti. Evitate insulti. Le fallacie ed i trucchetti retorici – i “tu quoque”, gli uomini di paglia, i pendii scivolosi eccetera – lasciamoli a lui che ha già mostrato di prendermi per fesso.

Pubblicato in: Le tasse sono una cosa bellissima, leviatano

La burocrazia è il cancro!


Cari patrioti trinariciuti, avete votato SÌ per ridurre i parlamentari?

Bravi deficenti! Avete ignorato che è la burocrazia il cancro di questa nazione, più della politica che in realtà è al suo servizio!

Inps, aumento di stipendio da 62mila a 150mila euro per il presidente Tridico. Il centro-destra chiede le dimissioni

Anche al presidente dell’Inail viene concesso lo stesso stipendio di 150mila euro lordi all’anno, 40mila euro all’anno invece vanno ai vicepresidenti dei due Istituti (60mila se hanno deleghe). Ai consiglieri di amministrazione di Inps e Inail spetteranno 23mila euro

Fonte: Il Sole 24 ore
Pubblicato in: Le tasse sono una cosa bellissima, leviatano

La feroce guerra dello Stato all’economia privata


di Guglielmo Piombini, condiviso da Renato LvMises Lanzini su faccialibro:

Nella classifica mondiale della pressione fiscale complessiva sulle imprese curata dalla Banca Mondiale l’Italia figura al primo posto tra i paesi industrializzati, con un total tax rate del 64,8%. Al secondo e al terzo posto si trovano la Francia (62,7%) e il Belgio (52,4%). La Germania è al 48,8%, gli Stati Uniti al 43,9%, il Regno Unito al 32%, la Svizzera al 28,8%. Il dato incredibile dell’Italia, probabilmente sottostimato dato che vi sono aziende che finiscono per versare l’85% dei propri utili al fisco, dimostra quanto sia fuorviante il ritornello sulla “crisi” ripetuto dai politici e dai giornalisti.

I problemi dell’economia italiana non nascono da una crisi congiunturale, ma sono l’ovvia conseguenza dell’aggressione fiscale al settore produttivo privato.

Le risorse che il settore pubblico requisisce al settore privato sono quasi raddoppiate dagli anni ‘90 a oggi, passando da 400 miliardi a oltre 700 miliardi.

Tuttavia, lungi dal placarsi, l’isteria contro “l’evasione fiscale” è andata crescendo con l’aumentare delle entrate.

Come un tossicodipendente in crisi d’astinenza che necessita di dosi sempre più alte di droga e che per reperirla diventa disposto a tutto, persino al crimine, anche lo Stato italiano è diventato tanto più esoso, intrusivo e spietato con i contribuenti quanto più le sue casse si rimpinguavano di tributi.

Per rapinare e tormentare il ceto privato produttivo la casta statale ha escogitato via via strumenti come Equitalia, il solve et repete (prima paghi poi, se hai ragione, forse ti ridiamo indietro i soldi), gli studi di settore, il redditometro, lo spesometro, le segnalazioni al 117, Serpico (il cervellone elettronico che incrocia decine di migliaia di informazioni al secondo), l’abolizione del segreto bancario, i 400mila controlli all’anno sulle piccole imprese, i blitz contro la mancata emissione di scontrini, il limite all’utilizzo dei contanti, l’utilizzo del pos per le transazioni commerciali sopra i 30 euro e l’elenco potrebbe continuare.

L’Italia è diventata in pochi anni un inferno fiscale, uno stato di polizia tributaria nel quale fare attività d’impresa è diventato impossibile o molto pericoloso.

Aprire la partita IVA significa diventare un bersaglio dello stato, che può saltarti addosso con tutto il suo apparato e un po’ alla volta portarti via la tranquillità personale, i risparmi, l’attività, la casa e nei casi più tragici anche la vita.

Sfogliando le pagine economiche dei quotidiani si possono trovare appaiate quasi ogni giorno due generi di notizie: da un lato nuovi privilegi, aumenti e benefit concessi a questa o quella categoria statale; dall’altra nuove tasse, multe, sanzioni e restrizioni imposte alle categorie private.

Le pagine di cronaca riportano frequenti casi di sanzioni stratosferiche a imprenditori, professionisti, artigiani o commercianti per questioni formali, e numerosi casi di totale impunità per i dipendenti statali responsabili di mancanze gravissime o addirittura reati: pare che nemmeno chi viene scoperto commettere furti o rapine sul luogo di lavoro possa essere licenziato.

Queste misure discriminatorie hanno determinato una situazione fortemente sbilanciata.

In nessun paese avanzato vi è una tale differenza di status tra chi è dentro e chi è fuori la pubblica amministrazione.

Fino a qualche decennio fa, invece, c’era un certo equilibrio tra le condizioni di impiego nel settore privato e nel settore pubblico.

Soprattutto nelle regioni del nord il settore privato garantiva gli stipendi più elevati, tanto che, negli anni Sessanta, un operaio della Fiat guadagnava più di un preside di scuola.

Oggi una situazione del genere è diventata impensabile. In Italia, come ricordava Oscar Giannino in una recente trasmissione radiofonica, la retribuzione lorda è mediamente di € 33.000 nel settore pubblico e di € 23.400 nel settore privato; in Francia è di € 35.000 nel pubblico e di € 34.000 nel privato; in Gran Bretagna è di € 34.000 nel pubblico e di € 38.000 nel privato.

Anche per quanto riguarda le pensioni, in Italia quelle degli statali sono del 72 % più alte rispetto a quelle dei privati, malgrado la crescente esosità dei contributi previdenziali imposti a questi ultimi.

La tendenza è chiara: nei paesi dove le imposte sono elevate le retribuzioni degli statali sono più alte di quelle dei privati, mentre l’opposto si verifica nei paesi a bassa tassazione.

Questa persecuzione fiscale delle attività private ha arricchito notevolmente le categorie che vivono di spesa pubblica, ma ha prodotto delle conseguenze rovinose sull’economia del suo complesso.

Negli anni ’50 e ’60, quando le tasse erano basse e i controlli fiscali molto blandi, l’economia cresceva a due cifre e gli italiani sono passati dalla miseria al benessere; negli anni ’70 e ’80 le tasse e la spesa pubblica sono aumentate e la crescita è diminuita; negli anni ’90 e Duemila tasse e spese sono ulteriormente aumentate e la crescita si è arrestata; oggi l’imposizione fiscale e la spesa pubblica sono elevatissime, il paese è in recessione perenne e gli italiani si stanno impoverendo.

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Speriamo


(Nel 2016)  l’unico vero buon motivo per votare Trump si sarebbe potuto riassumere in una sola parola. Hillary.

Ma era un motivo ampiamente sufficiente. E molti americani hanno dimostrato di pensarla esattamente come me.Nel 2020, però, è tutta un’altra storia.

Forse anche a causa delle mie aspettative, molto modeste, il Trump presidente – con tutti i suoi evidenti limiti caratteriali – mi ha piacevolmente sorpreso.

Manca ancora qualcosa (Obamacare e libero scambio prima di tutto), ma la lista dei “pro” è nettamente più lunga di quella dei “contro”: gigantesco taglio alle tasse, incrollabile difesa di Israele (…), fermo atteggiamento “pro-life”, dure (e giuste) prese di posizione nella culture war, individuazione (senza se e senza ma) del pericolo cinese.

Basta tutto questo per augurarsi la sua rielezione a novembre? Forse.

Ma a far pendere decisamente dalla sua parte l’ago della bilancia è, ancora una volta, quello che Trump ha contro. (…)

Parlo di quella marmaglia paleo-marxista, politicamente corretta e violenta che sciama per le strade delle città statunitensi incendiando tutto quello che trova sul proprio cammino e bullizzando tutti quelli che non la pensano esattamente come loro (liberal compresi).

Parlo di un sistema dei mainstream media che ha raggiunto livelli di partigianeria e falsità senza precedenti nella storia delle democrazie.

Parlo di un sistema di istruzione superiore ormai in mano a un manipolo di truffatori di professione, che riesumano teorie seppellite dalla scienza e dalla storia per ingannare le nuove generazioni e garantirsi il dominio eterno delle istituzioni universitarie.

Parlo di un partito (quello democratico) da tempo avvelenato dall’odio politico e dall’estremismo più infantile.

Parlo di una classe “intellettuale” – tra mille virgolette – che predica e pratica un anti-americanismo aggressivo e che si distingue (come si è sempre distinta) nella difesa ad oltranza delle dittature più feroci. Sleepy Joe e Kamala Harris rappresentano soltanto la punta dell’iceberg. E non si tratta neppure di un’avanguardia particolarmente brillante. Un anziano politicante particolarmente versato nelle gaffe e nei contatti inappropriati con il sesso opposto, in chiara fase di decadimento cerebrale. Un’estremista di San Francisco il cui unico pregio è un colore della pelle abbastanza misto da poter soddisfare almeno un paio di componenti etniche del partito. È davvero questo il meglio che la “resistenza” può offrire all’America dopo quattro anni di Trump?

Perdonatemi, ma io mi tengo il “puzzone”.

Andrea  Mancia riassume perfettamente il mio medesimo punto di vista. Ci riesce da quasi tutto il Nuovo Millennio. PS.: BENTORNATO! via https://rightnation.it/2020/09/06/trump-2020-perche-si/ (via abr)

Applausi a scena aperti. Anzi ventordici minuti di applausi. Sottoscrivo, condivido e ripropongo qui, su Buseca 🙂

Pubblicato in: Sottomessi e sanguinari

«Come combatti il jihad contro gli infedeli?». Cosa insegna il Qatar a scuola


Un’analisi dei libri di testo nel paese arabo rivela da dove arriva l’estremismo. Si giustifica la persecuzione ebraica per mano dei nazisti, si esalta la guerra santa armata e si insultano i cristiani

Sorgente: «Come combatti il jihad contro gli infedeli?». Cosa insegna il Qatar a scuola

Li plasmano da bambini, impossibile poi che capiscano la differenza. Ma facciamo affari con loro perchè ci fa’ comodo. E li finanziamo, di fatto.

L’islam è una ideologia criminale spacciata per religione. Basta leggere il corano, dove si istiga alla violenza ed all’intolleranza contro coloro che non sono interessati alle scemenze coraniche, basta informarsi sulla vita del criminale sanguinario Maometto e documentarsi sull’aggressione islamica continuata verso il mondo Cristiano dal 700 dopo Cristo ad oggi. Senza acquisire queste conoscenze disquisizioni sull’islam sono chiacchiere da bar sport.

E sono oltre 1 miliardo di musulmani. Non possiamo ignorarli. Stigmatizzarli non serve.

L’unica strada sarebbe quella della tolleranza reciproca, a partire dalla scuola. Ma loro insegnano esattamente il contrario.

Si illude chi è convinto di poter convivere con “islam”. L’unica maniera è de-islamizzare il Magreb, l’Arabia e tutto il Medio Oriente. Ci vorrebbero centinaia di anni.


Questa la dovete far leggere a tutti i vostri parroci ed ai cosìdetti cattocomunisti:

Il socialismo,è precisamente la religione che deve sopraffare il cristianesimo. Nel nuovo ordine, il socialismo trionferà catturando innanzitutto la cultura attraverso l’infiltrazione di scuole, università, chiese e media trasformando la coscienza della società

Antonio Gramsci

E se poi ancora avranno il coraggio di dichiararsi “di sinistra”, almeno sapranno di andare coscientemente contro a Gesù Cristo

Da far leggere ai cattocomunisti

Pubblicato in: Facce da gluteo, leviatano

Due volte al giorno


Anche gli orologi rotti segnano l’ora esatta due volte al giorno. +Europa è rotta, nel senso che trovo la maggior parte del loro programma pessimo e non lo condivido, ma in questo caso condivido le loro valutazioni.

Tagliare il numero dei parlamentari non sconfigge il leviatano composto da centinaia di migliaia di burocrati. Bisogna ridurre il peso della burocrazia, avere MENO leggi. Leggi più semplici, meno stato. Meno tasse. Non meno rappresentanza