Pubblicato in: Bel Paese di merda, L'ignoranza è una brutta bestia

Piccino, picciò

Voi sodali ben cognoscete la mia eterna pugna contro lo demone de ‘la evanescente rete, per dirla alla “Feudalesimo e libertà”, percui immagino che apprezzerete se vi ripropongo questo ben documentato ma ironico pezzo di di Patrick Petrovic come mi pare possa parafrasarsi con un “forse le auto tradizionali non sono poi così malaccio, tutto sommato”.

Esclusi i veicoli industriali oltre i 42 quintali (cat. Patente oltre “B6”), nella città capitale circolano in media al giorno 1,75 milioni di mezzi tra autovetture e furgoni.

La Gran Bretagna dal 2030 bandirà le autovetture a motore termico. Già deciso. Beh, forse a vapore potranno ancora circolare, non è stato specificato questo punto (ma teniamolo presente)

Vediamo in Italia. Le colonnine per ricaricare i veicoli attualmente in funzione possono erogare potenza per 7, 11, 22 e 50 Kw. La rete domestica éroga a 3,5 ~ 6 Kw.

Una auto elettrica normale oggi diffusa, low cost (31.000 euro), prendiamo la Citroen C0, ha una batteria da 14,5 Kw/h. La sua batteria permette di percorrere in città la bellezza di 150 km…

Il tempo di una ricarica “fast” (11 Kw/h) è quindi di poco superiore ad una ora.

Prendiamo questa auto come modello standard se no non ne veniamo più a capo.

Dunque, per un tragitto medio quotidiano stimato in 70 km ho bisogno di 7 Kw di energia.

Le vetture circolanti erano?Ah, sì, 1,75 milioni. Per 7 kilowatt fanno 12250 Megawatt necessari da produrre al giorno. Sono 510 Mw/h. Chi li produce?

Ma i Russi!

Sarà necessaria una bella centrale atomica di buona capacità termica, quindi una VVER 1200 è l’ideale. Essa produce (schema in figura) 1150 Mw/h, quindi coprirebbe il fabbisogno della più economica vettura. Se “carichiamo” Audi, BMW o Volvo, la centrale non basterà più, fermi restando sui 70 km/die percorsi. Se la centrale atomica VVER 1200 si ritenesse sovradimensionata però si potrebbe installare una centrale un po’ più piccola, da 880 Mw…

Allora prendiamo in esame il fantastico “Reattore BN-800” Il BN-800 è un reattore veloce raffreddato a sodio progettato in Russia che opera oggi SOLO nell’unità 4 di Beloyarsk vicino alla città di Zarechny, nella regione di Sverdlovsk. Il suo scopo è quello di affinare la tecnologia di “allevamento veloce”, che alla fine verrà utilizzata per chiudere il ciclo del combustibile nucleare.

Il progetto del reattore è stato sviluppato nel 1983-1993 in uno sforzo congiunto di Leipunsky Institute of Physics and Power Engineering (Obninsk, Regione di Kaluga), Atomenergoproekt San Pietroburgo Research and Development Institute (gruppo ASE) e OKBM Afrikantov (Nizhny Novgorod). La capacità del reattore è di 880 MW di elettricità e 2.100 MW di calore.

Cos’ha di fantastico questo reattore? Il BN-800 è impareggiabile per le sue caratteristiche intrinseche di sicurezza ed è sicuro contro fattori esterni ed interni. Il suo design prevede una protezione passiva contro la radioattività, sistemi di raffreddamento di emergenza e un collettore di nucleo. Un’altra caratteristica importante è un effetto di “reattività zero sodio” in condizione di “vuoto” (positivo o negativo: qualsiasi neoingegnere nucleare che si è laureato guardando la miniserie “Chernóbyl” sa benissimo di cosa si parli) . Tutto ciò riduce al minimo la probabilità di incidenti di fusione del nucleo e contaminazione del plutonio durante il ritrattamento del combustibile irradiato.

Il compito del BN-800 è dimostrare la fattibilità di un ciclo di combustibile chiuso e testare nuove soluzioni di progettazione di macchinari e reattori destinate a migliorare l’efficienza dei costi, l’affidabilità e la sicurezza. BN-800 può ospitare sia combustibile convenzionale (ossido di uranio), sia il MOX (ossido di plutonio uranio misto), combustibile questo che per ora si realizza solo in Russia ma se si costruisce un impianto in Italia sarebbe oltremodo un affare considerevole: l’Italia potrebbe ricevere tutte le scorie nucleari europee, facendosi pagare, per trasformarle in “pellet” per il reattore BN-800, visto che l’uso del combustibile MOX aiuta a smaltire il plutonio di qualità delle armi nucleari e a bruciare isotopi radioattivi a lunga durata (attinidi) nel combustibile irradiato dai reattori termici, rendendo così un ciclo di combustibile nucleare chiuso e ecologico una realtà del futuro, ossia proiettando l’Italia al vertice della tecnica nucleare industriale, secondi solo ai Russi. La scelta di un reattore BN-800 è solo del 50% sovradimensionata rispetto al fabbisogno della nuova mobilità ecologica cittadina ma con il prevedibile sviluppo di auto sì più potenti (ce ne sono già) ma soprattutto più economiche (sotto i 30.000 euro) permetterà di assorbire i picchi energetici richiesti senza andare troppo in affanno.Ultimo vantaggio, costruendo il reattore in centro, sul Tevere, si potrebbe in teleriscaldamento fornire acqua calda a perlomeno 65000 utenze domestiche, ossia a 200.000 abitanti. Il risparmio (mancata emissione) di COdue all’anno sarebbe nell’ordine di milioni di tonnellate annue.

Greta Thúnbery il 4 gennaio fa 18 anni. Se leggerà questo post, il 5 gennaio me la dà.

E questo solo per Roma. Per ogni 2 milioni di vetture elettriche sarà necessario impiantare una centrale atomica VVER-1200. In Italia ci sono 28 milioni di auto. Pensiamoci, manca poco al 2030!

Gianfranco Panico aggiunge poi

Magari mettere un reattore veloce in citta’ anche no. Il rischio lo puoi abbattere quanto vuoi con la tecnologia, ma con quegli ordini di grandezza di calore e radioattivita’ devi usare prudenza e mettere la centrale in una zona poco abitata e a basso rischio sismico (e in Italia non ne abbiamo moltissime, mentre in Russia…). Il resto del ragionamento fil-icchia, se non conti che anche da una BN-800 alla fine del ciclo, ottieni ‘roba’ con emivita di 10.000 anni – pochi kilogrammi, in verita’, ma di roba molto sporca.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

14 pensieri riguardo “Piccino, picciò

  1. *** pochi kilogrammi, in verita’, ma di roba molto sporca***

    Invece quello che le centrali tradizionali disperdono nell’atmosfera è notoriamente pulitissimo e salutare…
    Diciamoci la verità, il nucleare è rifiutato perché molti, come capitato per i vaccini, hanno creato paure irrazionali quasi che le centrali fossero bombe atomiche innescate pronte a saltare.
    Purtroppo molti son convinti che il motore a gatto imburrato esista e che non si usi solo perché noncielodikono le multunazionali sbroc sbroc.

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  2. la principale fonte di inquinamento nei grandi centri urbani, sono gli impianti di riscaldamento. nonostante ciò, tutti sembrano credere alla scenetta per cui un secolo di inquinamento può essere contrastato fermando le automobili dodici ore con un “blocco del traffico”. la medicina amarissima da mandare giù, è che, per fare davvero qualcosa, ci sarebbero da rifare centinaia di migliaia di impianti di riscaldamento, progettati negli anni sessanta, costruiti negli anni settanta e trascinati piangenti ed urlanti nel ventunesimo secolo con operazioni di adeguamento ecologico di facciata. ma sarebbe una ulteriore botta alla già fragilissima bolla immobiliare – nata come contrasto alla micidiale svalutazione della lire – che anacronisticamente continua a sopravvivere.

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      1. qui, gli impianti obsoleti sono la maggioranza. e dove non ci sono impianti obsoleti ci sono condomini interi in cui ognuno ha la sua caldaia perché “con il riscaldamento autonomo risparmio”.

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        1. Certamente gli impianti sono obsoleti, ma a cambiare impianti non ci sarebbe nessun beneficio. Sugli edifici vecchi l’intervento più efficace è quasi sempre intervenire sulla coibentazione, leggi “cappotto”.
          Oggi devi mettere delle sleppe di isolante da 10-15cm ad alte prestazioni. Una volta non si metteva NULLA. Poi han cominciato a mettere 3-4cm di pannellino, ma non c’è confronto coi materiali disponibili oggi.

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        2. Che poi tendenzialmente “con il riscaldamento autonomo risparmio” è anche vero. Ma ripeto, fa molto di più cambiare i serramenti che cambiare la caldaia. O rifare il tetto mettendoci una fettona spessa una spanna di isolante.

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          1. “con il riscaldamento autonomo risparmio” è vero come “con la macchina elettrica risparmio”. ossia, sulla piccola scala, senza dubbio. ma i costi sulla scala globale sono proibitivi.

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              1. il problema è che il risparmio sulla piccola scala del tarare “tempi e temperature” diventa un disastro ecologico quando nel condominio ci sono venti caldaie, una per appartamento, che consumano ed inquinano ordini di grandezza più di quello che farebbe una caldaia unica per tutti.

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                1. Mi spiego: le caldaie “turbo” ed anche quelle “vecchie” hanno rendimenti piuttosto simili a quello delle caldaie centralizzate. Perché la caldaia centralizzata potrà essere più efficiente ma:
                  1. devi volerla cambiare. Molte persone sono per il “non cambio una cosa che non è guasta”
                  2. gli edifici vecchi hanno i montanti non isolati e spesso nemmeno si può isolarli a meno di sventrare l’edificio come una papera. La maggiore efficienza della caldaia viene più che vanificata da tali dispersioni. L’unica maniera per venirne fuori è fare un cappotto esterno a tutto l’edificio, ma questo funziona altrettanto bene con le mille caldaiette.

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                    1. C’è da aggiungere che ca caldaia “grossa” la si può riparare quasi all’infinito, sono fatte per durare mentre quelle casalinghe sono fatte per durare una decina d’anni… aggiungi poi il fatto che già da qualche anno non sono più in commercio caldaie E pezzi di ricambio che non siano a condensazione, la conclusione è che quando al nonnino tipo Giustino di Leone cane fifone si impunta che non vuole cambiare la sua caldaia col bruciatore andato non c’è scelta: o sta al freddo oppure cambia la caldaia. Con una a condensazione.
                      Inizia ora a spargersi la voce che “se cambi i serramenti la casa è molto più calda di prima”…

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