LowEel, una successiva “faccia pulita” di Uriel

La parola chiave per accedere al pezzo che sto per pubblicare è il nome reale di Uriel Fanelli. Quello completo, prima il nome, poi il cognome, con gli spazi e le maiuscole al posto giusto.

Se non lo sapete non chiedetemelo, dovrei rispondervi con un compunto diniego.

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Pubblicato in: Sio-che-cosa?

Anche stanotte


Anche stanotte Hamas ha lanciato oltre quattordici missili contro Israele. Ed Israele non dovrebbe difendersi?

Alessandro Pecoraro su Instagram: “#israelunderattack #gazarockets #hamas #idf #terrorists #israel #irondome”

Pubblicato in: Islamicamentendo, Sottomessi e sanguinari

La guerra d’informazione che ci muove islam


L'applicazione pratica della taqiyya (inganno islamico): quando i musulmani sono poco numerosi dicono "L'islam è la religione di pace", quando i musulmani sono molto numerosi. "L'islam deve avere uno statuto speciale", quando i musulmani sono in maggioranza "islam e nient'altro!!!"Taqiyya, Islam Guerra d’Informazione.

(ndr: talvolta è trascritto taqyyia)

Oggigiorno è importante che si capisca la fraseologia Islamica. Copiate e passate ad altri cosa Taqiyya è. Ogni volta che sentite un Mussulmano dire: “Non sono un terrorista”, “sono un moderato” “il terrorismo non è Islamico” leggete quanto segue:

Le parole: “Scaltrezza, Facciata, Inganno, Disinformazione, Copertura sono termini operazionali di tecniche Occidentali. Ma anche gli Islamici hanno i loro termini, uno di questi è Taqiyya con significato: dissimulazioni precauzionali e tenere le proprie convinzioni segrete e con termine sinonimo “kitman” con significato: riservatezza mentale o occultamento di intenzione malevoli, etc.

Taqiyya e kitman o “santa ipocrisia” sono state diffuse attraverso la cultura Araba per ben oltre quattordici secoli sviluppate dai Shiiti come metodo di difesa e occultamento dei loro credi contro i “miscredenti” Sunni. Come il loro Profeta disse: “chi tiene il segreto presto otterrà il sui obiettivi”.

L’abile uso di taqiyya e di kitman era spesso una questione di vita o morte contro i nemici, ed è anche questione di vita o morte a tanti contemporanei terroristi Islamici. Come, molto spesso nella storia dell’Islam, una dottrina teologica diventa operazionale.

Durante l’inquisizione Spagnola, il Sunni Moriscos attendeva la Messa e ritornava a casa a lavarsi le mani “dall’acqua santa”. In termini operazionali, taqiyya e kitman permettevano ai ‘mujahadeen’ di assumere qualsiasi indentità che fosse necessaria per ottenere la loro missione. Essi avevano sanzioni dottrinali, teologiche e più tardi giurisprudenziali per pretendere di essere Giudei o Cristiani per guadagnare accesso a bersagli Giudei o Cristiani. I ‘mujahadeen’ possono prendere la forma dei loro nemici.

I discorsi taqiyya adesso sono comuni sia fra i Mussulmani Shiiti o Sunni ed hanno implicazioni significanti nel capire il terrorismo Islamico e le loro operazioni terroristiche. La teoria e la pratica del contro terrorismo sarebbero contro produttive, o anche pericolose, senza referenza a taqiyya o kitman e il cruciale ruolo dell’inganno a cominciare dalla giurisprudenza Islamica fino ai manuali d’insegnamento di Al Qaeda che presentano istruzioni dettagliate sull’uso dell’inganno da praticare dai terroristi nelle nazioni bersaglio dell’Occidente.

Secondo le etiche Cristiane mentire è un peccato; ma nella giurisprudenza e teologia Islamica l’uso di taqiyya contro gli infedeli è considerato come una virtù e un dovere religioso.

“In verità il più onorevole di voi nella vista di Dio è il più pio fra di voi, Dio è sapere, siate consapevoli!” 49:13

I Shiiti interpretano ‘più onorevole’ come ‘chi di voi pratica la Taqiyya di più’.

Come tanti concetti Islamici taqiyya e kitman furono formati dentro la matrice di tribalismo nel concetto Arabo-Islamico, di guerra espansionistica e di conflitto. Taqiyya è stata usata dai Mussulmani fino dal settimo secolo per confondere e dividere il nemico. Una tattica favorita era la “l’inganno triangolare” inteso a persuadere il nemico che la Jihad non era mirata a loro ma a un’altro nemico. Un’altra tattica era quella di negare che ci fosse una Jihad. Naturalmente la sorte dei bersagli che cadevano in questo inganno era la morte.

Sydney NSW Australia: 2 Novembre 2002

Sheik Taj el-Din al Hilaly, il controverso Grande Mufti d’Australia mentre si godeva pranzo col il suo fidato assistente Keysar, il giornalista che l’intervistava notò:

“Diverse volte quando una diretta risposta era richiesta da un passaggio del Korano che richiedeva un semplice Si o No, tutte e due gli intervistati evitavano la diretta risposta nel parlare sulle difficoltà di traduzione dall’arabico”

Riferendosi ai virulenti anti Semitici commenti dello sceicco nel 1998, il giornalista riflesse: “Posso solo meditare alla facilità con la quale lo sceicco (che aveva elogiato il bomba suicida) disdisse i suoi famigerati e abominevoli commenti con così tanta facilità e senza nessuna giustificazione. Era chiaro che lui considerava come i suoi commenti sarebbero stati interpretati dai lettori dell’influenzale Sunday Telegraph.”

L’esperto giornalista non deve essere perplesso dalle risposte dello sceicco dato che lui sapeva benissimo che la sua udienza era Occidentale e non Araba. Taquiyya, o dissimulazione, è una nota caratteristica nei discorsi Islamici pubblici che confonde le udienza Occidentali. E questo risultato è inteso così, secondo il Korano.

“I credenti non si prendano un miscredente come amico o aiutante miscredente piuttosto che un credente; se qualcuno lo facesse; essi non avranno nessuna relazione con Allah eccetto come precauzione … che tu faccia attenzione a te stesso” 3:28

Al Taqiyya è praticata solo con la lingua, non con il cuore. I terroristi del 9/11 vissero e visitarono gli Stati Uniti per ben due anni prima del loro attacco. Come si mischiarono in quella cultura? Con l’uso del Taqiyya e cioè: “ti odio ma ti sorrido in pubblico”.

Taqiyya è ‘superare con astuzia’ nei contemporanei discorsi e dibattiti.

I portavoce Islamici usano comunemente la taqiyya per superare con astuzia. In effetti per loro la materia sotto discussione non è per dibattito o discussione, piuttosto l’opponente deve essere superato con astuzia attraverso la taqiyya, nel diversificare e offuscare il soggetto, aiutati a volte con referenze mistiche a Dio o Allah.

Fanno ricorso alle difficoltà di traduzione fra l’Arabico e altre lingue che rendono le comunicazioni con un non-Arabo difficili o impossibili. Questa è un’altra forma di superare con astuzia. L’uso tattico di un traduttore offre vantaggi considerevoli.

Giocano a fare la vittima: Pretendono di essere vittime di discriminazione religiosa e intolleranza durante dibattiti o discussioni, ed ecco un’altra forma di distrazione nel superare con astuzia.

Manipolazione nell’ambiguità: Sheik Hilaly of Sydney, Australia è pubblicamente annotato come: 1. di aver “condannato” l’attacco del 9/11 in termini ambigui, cioè non condannarli per niente 2. e di aver elogiato le operazioni suicide dei martiri. Molto raramente, se mai, i portavoce Islamici condannano un specifico atto di terrorismo e domande dirette e specifiche sono espertamente evitate.

Diversione: Per esempio, domande sugli attacchi terroristici del 9/11 sono schivate casualmente da una irrilevante contro referenza alla situazione dei Palestinesi, dal nefasto ruolo di Israele e la politica estera degli U.S. e il loro supporto per Israele che è la “vera causa” del terrorismo.

Anti Semitismo: il credo centrale del fondamentalismo Islamico è anche espertamente evitato nel dare ingannevoli e esagerate referenze storiche al presunto stato goduto dai Giudei e non credenti sotto i governi Islamici, in tal modo deflettendo esame critico del contemporaneo virulente Islam e il suo anti-semitismo.

Chiedendo ‘evidenza’: i portavoce Islamici praticano una forma di taqiyya definita dalla psicologia come ‘cognitiva negazione’ nelle ripetitive e estreme richieste per ‘evidenza’ e ‘prove’ di presunti atti di terrorismo, che loro sanno benissimo che non possono essere rivelate per motivi di sicurezza.

Negazione tattica: piuttosto che ammettere che una proposizione concernente uno stato di affari sia parzialmente vera, il portavoce Islamico nega il reclamo o proposizione in termini assoluti. Per esempio: “è impossibile essere un Mussulmano e un terrorista” che è falso e un’altra frase “l’Islam vieta il suicidio” che è vero ma irrilevante visto che il suicidio e gli attacchi di martirio non sono vietati nel Korano.

Sfruttamento cognitivo di dissonanze: I portavoce Islamici hanno la tendenza a sconcertare gli intervistatori e confondere gli spettatori nel ricorrere al parlare doppio con cliché e banalità concernenti l’Islam. Uno stato di cognitiva dissonanza mantenendo due credenze contraddittorie viene creato negli spettatori mentre cercano di risolvere la pretesa che l’Islam è una religione pacifica con i fattori dissonanti delle operazione e atti terroristici dell’Islam.

Il copione difensivo dell’Islam: I portavoce Islamici ripetono le stesse prevedibili banalità concernente l’Islam a Londra come i portavoce Islamici di Seattle e spesso sembrano seguire lo stesso copione a cominciare da “l’Islam è tollerante e amante della pace” ai portavoce femminili dell’Islam che dicono che il portare il velo da più libertà (intimando che le donne nelle nazione islamiche sono più libere che in quelle Occidentali), con questo precludono ulteriore esame nel vero stato delle donne sotto il governo Islamico.

Banalità Islamiche sono anche portate avanti acriticamente da ignoranti politici Occidentali, per esempio: “un piccolo gruppo di fondamentalisti ha dirottato una grande religione”. L’opportuno, esperto, ingannevole e diversificante tema del “dirottamento” dell’Islam fu introdotto al pubblico, alla politica e discorsi mediatici da un porta voce Islamico negli Stati Uniti subito dopo l’attacco del 9/11.

Il tema diversificante che “l’Islam è stato dirottato” è adesso convenzionale referenza dei media e dei politici sviando l’attenzione dall’esame empirico e storico della continuità dottrinale, politica e religiosa del terrorismo Islamico. Il tema che una piccola minorità di Mussulmani sono ingaggiati in terrorismo è completamente irrilevante perché il terrorismo Islamico è sempre perpetrato da “piccole minorità” o piccoli gruppi.

Taqiyya come maneggio delle impressioni e percezioni

L’uso tattico dei bambini: gli spettatori televisivi hanno notato come le interviste con i sospetti terroristi nelle incursione delle forze dell’ordine invariabilmente presentano donne col velo e con bambini in braccio come protestano l’innocenza dei mariti e testimoniano la loro innata bontà e con dita tremanti puntavano alla loro casa danneggiata. In certe interviste il sospettato padre ha bambini in braccio, mentre nega do essere parte del movimento o a conoscenza del terrorismo in qualsiasi forma. Esempio di taqiyya nella nostra era di impressioni e percezioni.

Taqiyya e l’ingannevole use della Jihad: Il significato politico contemporaneo della Jihad è chiaro: “Jihad con la spada tratta”. I fondamentalisti Islamici basati in Egitto, dai quali Bin Laden ha reclutato tanti operativi, crede che la Jihad sia il quarto pillare dell’Islam e vincolante credo integrale con la fede. Pretendendo che la Jihad è un soggettivo e psicologico stato di personale lotta parte della taqiyya. In termini contemporanei Jihad significa: “guerra santa contro gli infedeli” e infedeli sono tutti eccetto i veri Islamici. Ed è in questo contesto che i manuali d’insegnamento di Al Qaeda definiscono la Jihad.

Lo studio di Taqiyya e Kitman è cruciale per capire il fondamentalismo e il terrorismo dell’Islam a partire nell’emanare false minacce terroristiche, strategiche e operazionali disinformazioni emanate da Al Qaeda nella forma di rumore elettrico, all’uso della taqiyya e kitman dai terroristi durante interrogatori e l’uso sistematico di espressioni ingannevoli concernenti l’Islam e terrorismo dai portavoce Mussulmani.

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Pubblicato in: Complottismo, cristofobia, Due pesi due misure, Facce da gluteo

Deviazioni


Interessante queste note su Ipazia (scovate su Storia delle idee):in particolare mi piace come venga spiegato che – portando come prove fonti arabe – la Biblioteca di Alessandra è stata distrutta dai musulmani.

D’altronde la cristofobia va tanto di moda e sbufalarla è lungo e difficile.

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Il feto è femmina? Si può abortire


Le autorità sanitarie svedesi hanno di fatto legittimato l’aborto selettivo?

Sorgente: Il feto è femmina? Si può abortire

Il titolo è fortissimo, ma non sembra poi così peregrino, vista la notizia. Immagino che aspettare gli strilli e gli strepiti delle nazifemministe sia tempo perso.

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Pubblicato in: Inglese

L’ex marxista: perché volevamo sempre più immigrati


La confessione dell’ex marxista: perché volevamo sempre più immigrati

Peter Hitchens: “Non è stato perché ci piacevano gli immigrati, ma perché volevamo distruggere la società.” Peter Hitchens ex radicale di sinistra

Da un giro veloce veloce su DuckDuck non parrebbe una bufala, questa di Peter Hitchens.

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Pubblicato in: Sio-che-cosa?

5000 missili


Voglio riproporvi qui (e quindi salvare qui, che oramai la censura faccialibrica la conosciamo) questo pezzo (del 14 luglio 2018) di Alessandro Pecoraro. Ricordatevi queste cifre:

  • Cinquemila missili in 13 anni.
  • 15 secondi per mettersi in salvo.
  • Ottocento camion al giorno di aiuti umanitari al giorno da Israele a Gaza, anche quando Gaza attacca Israele.
  • Zero, ripeto zero camion dall’Egitto.

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